Antonio Del Vecchio
01/01/15

Se n’è andato via un altro esemplare ed operoso cittadino di Rignano G. : Luigi Vigilante

RIGNANO GARGANICO. Ieri mattina, ultimo giorno dell’anno, è tornato al padre, all’età di 79 anni compiuti,  Luigi Vigilante, imprenditore edile in pensione e uomo  molto ben voluto e stimato in paese , per via del suo passato di uomo pubblico e soprattutto per il suo carattere e comportamento altruistico.

Non amava le passerelle, ma, quando era ancora attivo, gli piaceva  stare dietro le quinte e  lavorare in silenzio per la collettività. Ed è per questo che la sua improvvisa scomparsa ha lasciato un immenso e incolmabile vuoto e la notizia del triste evento, non appena diffusasi (seppure tardivamente a causa di freddo e gelo), ha destato tra la gente una profonda amarezza. Ma vediamo chi era e che cosa ha fatto. Il Vigilante era uno che veniva dalla gavetta. Sest’ultimo di undici figli sin da piccolo, dopo aver frequentato e superato l’esame finale di licenza elementare, si era messo subito al lavoro per guadagnare il pane per sé e la famiglia, dapprima aiutando il padre, operaio tuttofare, nonché conduttore di un modesto allevamento, e poi in qualità di manovale presso una ditta edile del posto. A quei tempi si costruiva con materiale lapideo e malta fatta di calce e argilla. Per le volte ci si avvaleva di mattoni e gesso. “Giggino” imparò subito e a 17 anni era già mastro-muratore finito. Con siffatta qualifica emigra dapprima in Germania, poi si ferma a Milano,  dove  affina la sua arte sino a diventare valente carpentiere e caposquadra. Sono gli anni del boom. E’ affascinato dalla modernità. Impegnato com’è nel settore ammira i palazzoni e i grattaceli. Qui conosce – ci confidava quand’era in vita – Berlusconi padre e ne apprezza l’intraprendenza; sentimento, quest’ultimo, che lo spingerà in seguito a diventare imprenditore. Alla fine degli anni ‘60 , dopo aver contratto matrimonio con Concetta, rientra a Rignano e mette su impresa con i suoi inseparabili ed amati fratelli Michele, Nicola e Leonardo. Costruisce il suo primo palazzo di quattro piani (dove attualmente risiede la famiglia). Subito dopo ne fa, sempre nella stessa piana di San Rocco, altri due. Sono (per quei tempi!) i più belli e moderni del paese. Nel frattempo, per via del suo fortunoso attivismo, diventa uomo politico della DC dei Martelli/ Draisci. Il secondo lo chiama in giunta e gli affida un assessorato che conserverà per lungo tempo, grazie alla sua onestà ed altruismo. Valori, questi ultimi – ci diceva – trasmessigli dal padre, verso il quale provava una profonda venerazione. “Mio padre – si vantava talvolta con un sotteso pizzico d’orgoglio-  quale ex-carabiniere  era un uomo integerrimo ed incorruttibile,  sempre pronto a difendere i deboli e l’altrui interesse. Sono qualità che  abbiamo ereditato un po’tutti i figli”. In seguito i fratelli, per via di cambiate condizioni di vita e di lavoro, scelgono altre zone di residenza. Ma lui non si arrende e continua il mestiere sino alla fine degli anni ’90, allorché va in pensione. Tra le opere pubbliche cui offre il suo consenso contributo, sono da evidenziare, tra l’altro,  il gruppo ligneo della Madonna del Carmine di Nick Petruccelli. Spetta, infatti, a lui il merito di aver reperito nella vicina zona montana e fatto recapitare all’artefice citato, la materia prima ossia il tronco di noce. In ciò sollecitato e sostenuto dal parroco pro-tempore, il compianto Don Pasquale Granatiero. C’è, poi, il Monumento al Milite Ignoto di Piazza San Rocco, di cui andava fiero e sicuramente lo è stato ancor di più, dopo aver appreso che lo stesso di recente è stato  arricchito, a cura dell’attuale Amministrazione Comunale, di un’artistica lapide marmorea con i nomi dei 23 caduti, inaugurata, come noto, in un giorno a lui caro, quello dell’Immacolata, coincidente con l’ onomastico della moglie Concetta che egli amava tanto. Non solo, ma pari sentimento egli provava pure nei confronti del figlio Nico,della nuora, e  dei nipotini. A tutti  la redazione di questa testata digitale si stringe forte, partecipando e condividendo il loro profondo dolore, unitamente a quello avvertito con altrettanto intensità dalla famiglia originaria e dal l’intero paese. Addio “Giggino”!

Letto 896 volte Ultima modifica il Sabato, 03 Gennaio 2015 09:50
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.