Antonio Del Vecchio
13/12/14

Le Fave di Santa Lucia secondo la tradizione di Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO.  Cucinare le fave, per poi mangiarle in onore di Santa Lucia era ed è ancora una tradizione ben salda, a Rignano Garganico.

Ecco il racconto, estrapolato dalle interviste agli anziani, contenute nel v. “Natale tra ieri ed oggi”, di Angelo Capozzi e Antonio Del Vecchio, Regione Puglia, 2000.  “ Nunzia Mastrillo (nrd. classe 1920, vivente): quando si arrivava nove giorni prima di Santa Lucia, qui c’era comare Vincenza, noi eravamo giovinette, che usciva e diceva: “Meh, noi dobbiamo far dire la novena! Meh, mettiamo una cosa ciascuno ché deve venire il sacerdote e dobbiamo far dire la novena di Santa Lucia!”. Il parroco era don Matteo Ponziano (anni ’40). La novena si faceva nella chiesa, c’era il vicinato che partecipava, venivano dalla campagna e anche da più lontano. Si facevano i nove giorni. Il decimo giorno si celebrava la messa, la mattina presto. Allora si cucinavano le fave, le fave arricciate . Con quelle si riempiva un bel recipiente di creta, dove si raffreddavano facilmente, e si portavano alla chiesa. Il sacerdote le benediceva e ognuno andava a prendersi, per la devozione, quelle che voleva. Dovevano essere cucinate senza sale. E dovevi dire, prima di assaggiarle, l’Ave Maria. C’era un cucchiaio e ognuno ne prendeva quelle che voleva”. Secondo Nunzia, le fave erano una “espressione” della vista, degli occhi. “Su Santa Lucia – continua l’intervistata – conosco un po’ di canto”. Poi ella ci canta la canzone, assai famosa a quei tempi, che riportiamo di seguito solo l’ultima strofa: “… E mamma mi vuole fa’ una serafina / per andare a visitare Gesù Bambino…”.

Letto 982 volte Ultima modifica il Sabato, 13 Dicembre 2014 14:56
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.