Antonio Del Vecchio
07/12/14

L’8 dicembre, Michele ed Angela festeggiano le nozze di titanio, a San Marco in Lamis

San Marco in Lamis. Angela e Michele, sposi da settant'anni San Marco in Lamis. Angela e Michele, sposi da settant'anni

 SAN MARCO IN LAMIS. Michele ed Angela, entrambi classe 1927, costituiscono una delle coppie più longeve della provincia di Foggia e forse anche del resto dello Stivale. Non solo, ma hanno alle spalle anche altri strabilianti primati, di cui si dirà. Il primo traguardo lo raggiungono domani, 8 dicembre, in occasione dei settant’anni della loro unione, meglio nota come nozze di titanio.

Ecco la loro storia. Michele, di professione allevatore come tutti i suoi antenati ed alcuni dei discendenti, nasce  il 04/01/1927 a San Marco in Lamis da Ciro e Rosa Potenza. E’ l’ultimo di sette fratelli e sorelle. A nove anni, dopo aver concluso la terza elementare è già al seguito delle sue mandrie. Tra lui e lei la differenza di età è di appena un mese. Infatti, la sua compagna, Angela Gualano, appartenente anch’essa a famiglia di allevatori di antica data,  terzogenita di 8 figli nasce il 06/02/1927 da Michele ed Agata Centola. Anche lei si ferma alla quarta elementare. Sospinti dalle inarrestabili vampate giovanili, a 17 anni,  l’08/12/1944, giorno dell’Immacolata, alle prime ore del mattino diventano sposi. Tutto accade in una San Marco semideserta ed attonita: i  tedeschi sono ormai andati via da un pezzo, soppiantati dagli americani, mentre la maggior parte dei cittadini di sesso maschile continua a stare lontana, dispersi come sono sui vari fronti di guerra, sia in veste di combattenti, sia soprattutto come prigionieri. I coniugi hanno vissuto interamente la loro vita alle “Cime” tra San Marco in Lamis e Rignano Garganico, saldamente impegnati nel lavoro e nella cura famiglia. Tra il 1974 e il 1975, c’è stata la grande svolta.  Michele, Angela e figli acquistano da Don Giovanni D’ORSI  in contrada Iancuglia (Comune di Rignano Garganico) una estesa tenuta con masseria,   prevalentemente costituita da  uliveto, poi alberi da frutta di vario genere, coltivazione di ortaggi e bosco adibito a pascolo, dove trasferiscono da subito la loro fissa dimora. Come allevatore, con l’aiuto degli altri famigliari, lavora sodo sino al 1980, allorché insieme decidono di lasciare l’allevamento e di dedicarsi esclusivamente all’agricoltura. Tutto va bene e nel giro di pochi anni, grazie al sacrificio e all’impegno profuso da tutti, si riesce a mettere su un fiorente oleificio (ora in mano al figlio Angelo Michele). Non è finita. L’azienda cresce ancora e il 29/06/2000 è inaugurato l’agriturismo denominato Iancuglia (gestito attualmente dal figlio Matteo). Nel ristorante vengono serviti piatti tipici della tradizione locale con materie prime prodotte in azienda. La famiglia negli anni è cresciuta, i protagonisti  hanno ben 14 nipoti, 16 pronipoti più 2 in arrivo. Nonostante gli acciacchi dell’età, entrambi si sentono dentro molto giovani. Non per niente fino a qualche anno fa, con il camper di proprietà hanno girato mezzo mondo, visitando e soggiornando nelle più importanti e riposanti località italiane ed estere. L’altro primato riguarda l’emancipazione e l’aggiornamento, a cominciare dalla lettura dei giornali, anzi del giornale. “Mio nonno – ci dice il nipote Salvatoreè un decano tra i lettori de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. La prima copia acquistata risale al 1950.  Per Lui è un vero dramma quando a causa dello sciopero dei giornalisti oppure nei giorni di festa importanti, la Gazzetta non viene pubblicata”. La moglie Angela, invece,  è tifosa della squadra dell’Inter.   Segue puntualmente  il campionato di calcio e tutte le partite che gioca l’Inter. Per Lei il dramma è quando per qualche motivo non c’è il segnale televisivo e non riesce a vedere la partita della sua squadra del cuore. Allora telefona a dritta e a manca ai nipoti per l’immediato soccorso. La stessa cosa accade quando si svolgono i mondiali. In quel caso la frenesia è alle stelle e  investe anche i suo compagno. Entrambi sono religiosissimi e devoti della Madonna di Stignano. In tutti questi anni sono stati sempre vicini ai frati, in particolare a P. Gerardo Di Lorenzo e alla signorina Maria, che non ci sono più, aiutandoli e sostenendoli in ogni evenienza. Si spiega così il perché qui sono stati celebrati i principali eventi ed anniversari della famiglia, compreso il 60° anno di matrimonio.

 

Letto 605 volte Ultima modifica il Domenica, 07 Dicembre 2014 21:29
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.