Antonio Del Vecchio
26/10/14

Notte delle streghe anche a Rignano Garganico. Non sono, però, quelle di Halloween! di Angelo Del Vecchio

Rignano Garganico.  Si fa vicina la  notte delle streghe anche a Rignano Garganico, ma non sono quelle di Halloween o meglio preesistono ad esse. Vediamo come e perché dallo scritto che segue Tra le tante storie, vere o false che siano, della tradizione popolare rignanese, c'è pure quella delle "streghe". Si tratta delle cosiddette "mascjiare" (fattucchiere), capaci di preparare pozioni miracolose e guarire con semplici imposizioni di mani dai mali più comuni, come l'emicrania, il mal di pancia e "l'affascenature" (il malocchio). Di "streghe" rignanesi se ne contano negli anni a centinaia e alcune (o alcuni) sono tuttora in attività.

Quella della "mascjiare" è una vicenda che si tramanda da secoli in tutto il meridione italico, dove "fattucchiere" buone si mischiano facilmente a "maghe" perfide e senza scrupoli. A Rignano, dicevamo, se ne conoscono in tante (o in tanti) e in molti si rivolgono quotidianamente a loro per togliere il malocchio. Maschi e femmine, senza distinzione di casta sociale o di età, possono imparare questa antica tradizione "guaritoria". I giorni preferiti dell’anno  per diventare aspiranti "mascjiare", tuttavia, sono  la notte che precede la commemorazione dei morti o quella di Natale, durante le quali le "maestre" o i "maestri" hanno licenza di insegnare ai propri "alunni" le tecniche magiche della guarigione o della "fattura". Su tale credenza, tuttavia, si conosce molto poco. Le "streghe", infatti, per esempio, amano pronunciare a bassa voce le formule magiche apprese chissà da e in quale anno. Ma noi siamo riusciti ugualmente a scoprirne alcune. Vediamo quali e a cosa servono. Per guarire dal mal di pancia ci si affida alle cure della "maga" o del "mago" di turno. La guaritrice o il guaritore inizia a massaggiare la marte dolorante. Lo fa per tre volte. Dopodiché inizia a pronunciare una quasi incomprensibile litania in dialetto rignanese: "Sante Martine e dalla France menime, senza niscjuna canusciénze, sotto pagghje e sope saramènte, fa passà stu dulòre de véntre. Jomme bbune e fémmena 'ngrate, delore de véntre te sja passate" (San Martino e dalla Francia veniamo, senza nessuna conoscenza, sotto la paglia e sopra i vitigni, fai passare questo dolore di ventre. Uomo buono e donna ingrata, dolore di ventre ti sia passato). La formuletta magica, in pratica, parla della storia di San Martino e di uno dei suoi miracoli. Per il mal di testa la formula è leggermente più corta: "De tutte li jorne vé Natale, de duméneche vé Pasque, de ggiuvedì vé l'Ascenzione, mine fore stu malucchije" (di tutti i giorni viene Natale, di domenica viene Pasqua, di giovedì è l'Ascenzione, butta fuori questo malocchio). Ovviamente, la fattucchiera o il fattucchiere di turno massaggia la fronte del malato di turno, fino al termine del rituale. Il più delle volte, ma solo nel caso della "affascenature", si utilizza durante il rito una bacinella d'acqua, un bicchiere di olio d'oliva e una forbice in ferro. La "strega di Natale" unge un dito nel bicchiere e inizia a toccare la fronte del malato. Dopodiché butta una goccia d'olio nella bacinella. Questo avviene per tre volte. Se l'olio si dilata in acqua, sicuramente si è sotto l'effetto del malocchio. Per cui si deve necessariamente proseguire col rito fino a cinque o sette gocce. Se alla settima goccia d'olio la "fatture" rimane, si interviene con le forbici che, a quanto pare, hanno il potere di guarire da "lu maluccje de fèrre" (il malocchio di ferro). Strane storie? Tutte falsità? Sarà, intanto c'è chi ci crede e chi si appresterà anche quest'anno a diventare "strega".  C’è di più,  i nostri ragazzi, ma non i loro genitori, oggi ignorano l’esistenza di storie ad esse legate e, sopraffatti dalla pubblicità horror-commerciale holliwoodiana, ricorrono a festeggiamenti in onore di mostri e personaggi malefici usciti dalla fantasia di autori prettamente americani. E’ arrivato il momento di mettere freno a questo modo di fare e di recuperare le nostre usanze e i nostri personaggi. Alcuni anni fa ci tentò il Circolo Culturale “Giulio Ricci”, proponendo con successo , attraverso la lettura di ricerche o di romanzi sulla materia, e l’interpretazione delle stesse mediante i ritmi della danza e dei suoni garganici e pugliesi (ma anche folk e celtici) - il personaggio del/della “Mascjare” in uno dei luoghi più incantevoli del territorio garganico, la Masseria Palagano, per secoli sede di Signorotti, ma anche di povera gente. Quella stessa gente che, per guarire dalle malattie del corpo, della mente e del cuore, era costretta a rivolgersi a fattucchieri di paese.  Da rilevare che nelle vicinanze di Palagano è ubicato anche il famoso “Ponte delle streghe” (una roccia incavata a mo’ di struttura pontile). Qui, in epoche indefinite, si ripetevano, pare, “mascjarije” (riti magici) e iniziazioni paranormali. Insomma, perché non riprendere questa iniziativa e portala ad un livello più alto e diffuso. Sicuramente attirerebbe nei nostri incantevoli e magiche contrade tantissimi visitatori e turisti. Per di più vi sono nelle vicinanze quattro agriturismi sempre pronti e disponibili  a far degustare le loro specialità gastronomiche. 

 

 

Letto 752 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Ottobre 2014 11:25
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.