Antonio Del Vecchio
27/07/14

Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro italiano nel Mondo a Casarano di John Rocco Ferrara

“… Su quel treno, verso Marcinelle……”

Erano le ore 08:11 dell’8 agosto 1956, quando un errore umano scatenò un vastissimo incendio all’interno della miniera belga “Bois du Cazier”  (divenuta  patrimonio dell’umanità per decisione dell’Unesco), nella città di Marcinelle, vicino Charleroi.

L'incidente provocò 262 morti su un totale di 274 uomini presenti nella miniera, e i minatori italiani che presero la vita furono 187. di cui 22 Pugliesi.Il Museo del Minatore “Lucio Parrotto” organizza, per la ricorrenza, un importante evento: dopo la cerimonia religiosa (ore 19:00) nella cappella dell’Ospedale, inizierà il programma civile che prevede, alla presenza delle Autorità, la cerimonia al Monumento al Minatore Salentino nei pressi dell’Ospedale (ore 19:45), e l’inizio della serata (dalle ore 20:30) “... Sul quel treno, verso le Stelle”, c/o il Parco Astronomico

 

San Lorenzo (c.da Manfio/Mascarane S.P. 71 Casarano-Ruffano) con l’artista cantastorie Dario Muci e un ricco “Buffet dell’Emigrante” offerto dalla famiglia Parrotto.L’invito a partecipare è rivolto a tutti.

 

Inizio alle ore 19:00. - Info e prenotazioni al 340/3359090.

 

Ricordiamo che la tragedia di Marcinelle  è stata la più grave dopo quella avvenuta in un'altra miniera, quella di Monongah, in West Virginia (Usa). Nel secondo dopoguerra furono 140.000 gli italiani che, insieme a migliaia di donne e bambini, partirono per il Belgio. Un flusso di cui fecero parte anche i genitori dell'attuale primo ministro belga, Elio Di Rupo, partiti nel  1947 dall’Abruzzo, alla volta dei pozzi minerari valloni.

 

Molti di loro vennero impiegati come minatori anche in seguito a un accordo tra i governi di Roma e Bruxelles (accordo “Uomo – Carbone”): mille minatori italiani a settimana in cambio di 200 chili di carbone al giorno per emigrato.

 

Nel 1967 Bois du Cazier venne chiusa definitivamente.

 

Oggi l'area dell'ex miniera è stata completamente recuperata e al suo interno sono stati realizzati un museo di archeologia industriale e dell'attività mineraria e un memoriale - inaugurato nel 2006, in occasione del 50° anniversario della tragedia.

 

All'ingresso è stato posto un blocco di marmo di Carrara su cui sono stati incisi i nomi dei minatori deceduti. Ogni anno, l’otto di agosto, in occasione della ricorrenza, le massime cariche dello Stato italiano ricordano nei loro messaggi o con visite sul luogo, il sacrificio degli italiani morti a Marcinelle. Nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito la medaglia d'oro al merito civile alla memoria di ciascuna delle 136 vittime.

 

Il 18 Aprile 2009, il Presidente della Regione Puglia Nicki Vendola ha donato una targa ricordo da tutti i Pugliesi nel Mondo.

 

Anche le scuole pugliesi hanno voluto ricordare il tragico evento con alcune iniziative: http://notizie.comuni-italiani.it/foto/51933
http://www.itcdevitidemarco.it/_/Espoire/Index.htm

 

Qui di seguito l’elenco dei 22 pugliesi emigranti deceduti il giorno della tragedia. Molti erano di origine Salentina per cui  è sorto appunto  il “ Museo del Minatore “ a Casarano (Le) l’opera fortemente voluto da Lucio Parrotto.  Tra le vittime anche un emigrante di Mola di Bari, Giuseppe Pinto.

 

Le vittime pugliesi hanno ricevuto la  Medaglia d'oro al merito civile con la seguente motivazione:Lavoratore emigrato in Belgio, in seguito alla tragica esplosione di gas verificatasi nella miniera di carbone di Marcinelle, rimaneva bloccato, insieme ad altri centotrentacinque connazionali, in un pozzo a più di mille metri di profondità, sacrificando la vita ai più nobili ideali di riscatto sociale. Luminosa testimonianza del lavoro e del sacrificio degli italiani all'estero, meritevole del ricordo e dell'unanime riconoscenza della Nazione tutta. 8 agosto 1956 - Marcinelle (Belgio).

 

L'elenco: 

 

Pompeo Bruno, Racale (LE), 02/04/1928,Salvatore Capoccia, Salice Salentino (LE), 05/01/1922,Roberto Corvaglia, Racale (LE), 20/02/1926,Salvatore Cucinelli, Gagliano Del Capo (LE), 11/05/1926,Santo Martignano, Tuglia (LE), 20/04/1929,Cosimo Merenda, Tuglia (LE), 25/07/1924, Francesco Palazzo, Salice Salentino (LE), 07/05/1913, Giuseppe Pinto, Mola di Bari (BA), 03/05/1918,Cosimo Ruperto, Alezio (LE), 18/04/1913, Natale Santantonio, Brindisi, 08/01/1928,Carmelo Serrone, Serrano (LE), 17/11/1911, Ernesto Spiga, Martina Franca (TA), 25/05/1904, Abramo Tamburrana, Crispiano (TA), 26/03/1916, Vito Verneri, Racale (LE), 26/03/1925,Salvatore Ventura, Tuglia (LE), 16/01/1920, Rocco Vita, Racale (LE), 16/08/1929,Giovanni D’Apote, Lesina (FG), 20/10/1921,Cesario Perdicchia, Melissano (LE), 02/03/1909,  Osmano Ruggieri, Martina Franca (TA),Donato Santantonio, Racale (LE), 05/01/1927, Vito Larizza, Laterza (TA) Pasquale Sifani, Taurisano (LE).

Letto 871 volte Ultima modifica il Lunedì, 28 Luglio 2014 08:37
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.