Redazione
25/07/14

Ambrogio Sparagna alla conquista del Carpino Folk Festival sulle orme di Salvatore Villani

CARPINO. L'edizione 2014 del Carpino Folk Festival è quella del progetto artistico speciale volto alla valorizzazione e diffusione della tradizione orale del Gargano con l'ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA DELL'AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA diretta da AMBROGIO SPARAGNA ed in particolare l'inserimento delle musiche, dei canti, degli strumenti musicali dei musicisti, suonatori e cantanti, cantatori del Gargano all'interno del repertorio con il quale l'Orchestra si esibisce nelle principali piazze e teatri italiani.

 

Oltre 4 ore di spettacolo da non perdere, in cui le liriche e le tarantelle garganiche, ma anche i cunti, i canti religiosi e della passione del nostro territorio ispirandosi ai valori, alla poetica e alle capacità dei suonatori e dai cantatori della tradizione si alterneranno e fluiranno nel repertorio italiano, le une nelle altre senza soluzione di continuità, in una festa di tammorre e tamburelli, nacchere, chitarre battenti e mandole, archi, organetti, zampogna.

Le musiche e canti di Carpino, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo, Mattinata, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano, Ischitella, Rignano e quelli arbëreshë di Chieuti, con l'apporto scientifico dell'etnomusicologo Salvatore Villani innestati all'interno di uno spettacolo unico diretto dal maestro Ambrogio Sparagna che si svolgerà solo al Carpino Folk Festival il prossimo 8 agosto nella Piazza che da 19 anni nel mese di Agosto diventa teatro della musica popolare e delle sue contaminazioni.

E' un'emozione unica - afferma Ambrogio Sparagna - poter lavorare a questo progetto che vede coinvolti così tanti validi e importanti musicisti della tradizione del Gargano. Questo territorio e la sua straordinaria tradizione, sono stati per me fonte di studio e di ispirazione fin dai miei esordi come ricercatore di etnomusicologia e come musicista.

Erano tempi in cui si favoleggiava su alcuni straordinari interpreti della tradizione attivi nei vari paesi del promontorio e per questa ragione diversi sono stati i viaggi per ascoltare e condividere i momenti di festa, di lavoro, di convivialità.

Ritrovarmi oggi a coordinare e dirigere, insieme a validi studiosi come Salvatore Villani, tanti musicisti e cantori di varie età e di diversa tradizione, è come mettere a frutto la passione per questi repertori che mi ha accompagnato in tutti questi anni.

I Cantori di Carpino, le affascinanti voci delle donne di Ischitella, la confraternita di Vico, i suoni di Sannicandro e Chieuti, la tradizione di San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo e poi le voci di Mattinata e Apricena e altri ancora che ci accompagneranno in questo viaggio, costituiscono un significativo esempio di come la musica popolare sia viva e varia e sempre pronta a rimettersi in gioco.

E io sono qui, insieme a tutti loro e all'Orchestra Popolare Italiana, per omaggiare questo territorio con suoni e voci di una vera nuova festa.

Venerdi 08 Agosto
in collaborazione con Parco Nazionale del Gargano
CARPINO FOLK FESTIVAL - SPIRITUS MUNDI
Ore 22.00 Piazza del Popolo / CARPINO
L'Orchestra Popolare Italiana diretta da AMBROGIO SPARAGNA incontra i suoni e i canti della Puglia Garganica
LA MONTAGNA DEL SOLE con
- Pio Gravina e Michele Rinaldi di San Giovanni Rotondo
- Nichi Sanzone di Monte Sant'Angelo
- Angelo Frascaria di San Nicandro Garganico
- Salvatore Villani di Rignano Garganico
- Le cantatrici di Ischitella
- I cantori di Mattinata
- Le voci delle confraternite di Vico del Gargano
- Gli arbëreshë di Chieuti, Angela Dell'Aquila e Donato Meola
- Danny Ritrovato di Apricena
- Antonio Piccininno, Carlo Trombetta, Mike Maccarone, Rocco Cozzola, I Cantori di Carpino, Collettivo musicale Carpinese, Antonio Pizzarelli ed Antonio Manzo di Carpino.

L'etnomusicologo del Gargano, Salvatore Villani, in merito al progetto scrive quanto segue.
Per secoli, le tradizioni musicali e coreutiche del Gargano sono state tramandate di generazione in generazione, senza subire modifiche sostanziali durante l'occasione-funzione, coinvolgendo gli strati profondi dell'essere umano su differenti piani: antropologico, psicologico, sociale.

L'intero ciclo dell'anno è stato scandito da precisi momenti calendariali di ritualità vissuta, quali espressioni normative in cui l'intera comunità si riconosceva, sia nella sfera pubblica che in quella privata.

L'isolamento storico del Promontorio ha certamente favorito questa conservazione, almeno fino alla seconda metà del Novecento, quando l'arrivo dei nuovi mezzi di comunicazione di massa – radio e televisione –, l'emigrazione e la meccanizzazione nelle attività agro-silvo-pastorali, hanno segnato la progressiva scomparsa – defunzionalizzazione – di alcuni repertori, quali la serenata, la tarantella, alcuni canti di lavoro e sul lavoro.

Le ricerche sul campo, a partire dalla raccolta sonora e fotografica di Alan Lomax e Diego Carpitella del 1954, che documentano la ricchezza del patrimonio etnomusicale garganico, comprendente non soltanto le rinomate varie forme di tarantella, ma un vasto corpus di canti monodici e canti polivocali sacri e profani – dalle ninne-nanne al lamento funebre –, con o senza accompagnamento strumentale, hanno fatto sì che questa 'sapienza' tramandata oralmente non fosse destinata all'oblio ma venisse degnamente conservata quale eredità culturale per le future generazioni.

Molti dei protagonisti di queste ricerche, oramai non ci sono più. Nati fra la fine dell'Ottocento e il primo ventennio del Novecento, hanno lasciato però un segno indelebile nella memoria collettiva. Essi sono diventati i 'maestri' di riferimento per un recupero consapevole della vocalità tradizionale, dello strumentario popolare – tra cui spiccano la chitarra battente, la chitarra francese, il tamburello, le castagnette, l'organetto, etc. – e delle forme coreutiche, anche in un processo di rifunzionalizzazione, soprattutto per coloro i quali hanno avuto la fortuna di conoscerli personalmente. Come non ricordare, tra i tanti: Vincenzo Grossi, Andrea Sacco, Rocco Di Mauro, Angela Gentile, Antonio Maccarone di Carpino, Gennaro Liguori di Cagnano Varano, Rocco Castelluccia di Ischitella, Michele Prencipe e Michele Stuppiello di Monte Sant'Angelo, Domenico Rinaldi, Luigi Longo, Francesco Crisetti, Giuseppe Di Maggio e Arcangelo Marchesani di San Giovanni Rotondo, Antonio Mastrovalerio e Francesco Solimando di San Nicandro Garganico, Michele Saracino di Rignano Garganico, ed anche un artista come Matteo Salvatore – a cavallo tra tradizione ed invenzione –.

Eppure, nonostante gli anni trascorsi e i profondi cambiamenti avvenuti, esistono forme di espressività popolare che ancor oggi sono praticate, come in passato, e che ci restituiscono quei caratteri performativi tipici di una cultura non ancora omologata.

Canti liturgici e paraliturgici, monodici e polivocali, è possibile ascoltarli in funzione durante tutto l'arco dell'anno in molti paesi del Gargano, in particolare durante la settimana santa, quando si manifestano forme di coralità e repertori preconciliari, come per esempio l'esecuzione del Miserere in lingua latina o Lu giuvidija sandë, nei vari dialetti locali. Ma anche canti licenziosi, narrativi, lirico-monostrofici, e balli eseguiti nei momenti di convivialità durante le feste, i lavori collettivi o all'interno di luoghi specifici come alcune cantine del territorio.
Queste considerazioni consegnano al Carpino Folk Festival una grande responsabilità: unire agli indispensabili momenti ludici e ricreativi della manifestazione anche momenti di sensibilizzazione ai significati culturali che sono contenuti nelle tradizioni popolari, soprattutto per il tramite del protagonismo attivo degli ultimi testimoni e la condivisione di studi e ricerche.

ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA DELL'AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
E' nata, dopo la PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, la nuova produzione della Fondazione Musica per Roma: l'Orchestra Popolare Italiana dell'Auditorium Parco della Musica, la seconda orchestra residente dedicata al repertorio popolare italiano diretta da Ambrogio Sparagna.

L'Orchestra, caratterizzata dalla presenza importante di strumenti musicali tipici della tradizione popolare italiana, è finalizzata alla produzione di programmi originali dedicati sia ai repertori popolari regionali, sia alle forme e ai generi del folklore nazionale.
Sotto questa prospettiva la creazione dell'Orchestra Popolare Italiana dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, un'orchestra residente, costituisce un'espressione alta di vitalità culturale che conferma l'Auditorium Parco della Musica di Roma come ideale punto di riferimento del panorama musicale nazionale ed internazionale. L'Orchestra realizza progetti originali su commissione della Fondazione Musica per Roma con cui stabilisce calendari e modalità di rappresentazioni, sia nell'ambito delle proprie strutture, sia promuovendole in Italia e all'estero. Il carattere di esclusività favorisce la residenzialità dell'Orchestra configurandola come un'iniziativa specifica della Fondazione Musica per Roma.
L'organico, composto prevalentemente da giovani musicisti provenienti da varie regioni, prevede una trentina di elementi tra cantanti e strumentisti, scelti nel panorama della musica popolare italiana, ed è articolato nelle seguenti sezioni: corde: chitarra, chitarra battente,arpa popolare, ghironda; plettri: mandola, mandolino, mandoloncello; fiati: zampogna, ciaramella, flauti pastorali, clarinetti, sax, tromba; organetti; archi: lira, violino, violoncello, contrabbasso; percussioni: tamburelli, batteria, percussioni tradizionali.

Per ciascuna produzione originale è prevista la partecipazione di ospiti, sia essi "alberi di canto" (musicisti o gruppi strumentali della tradizione popolare vivente), sia artisti nazionali ed internazionali.

AMBROGIO SPARAGNA
Autore di numerosi saggi e pubblicazioni sulla musica popolare, è stato protagonista di una ricca attività concertistica di respiro internazionale realizzata periodicamente in numerosi Paesi europei ed extraeuropei. Virtuoso dell'organetto, Sparagna si distingue anche per il suo significativo impegno nella didattica della musica popolare italiana.

Ha collaborato, tra gli altri, con Francesco De Gregori, Angelo Branduardi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Nino D'Angelo e Giovanni Lindo Ferretti.

Cresciuto nel solco della tradizione musicale popolare (coltivata da entrambi i genitori nel Paese d'origine), ha frequentato corsi di Etnomusicologia presso l'Università di Roma, partecipando, assieme a Diego Carpitella, a diverse campagne di rilevamento della musica popolare italiana, tese a registrarne il ricco patrimonio, catalogarlo, studiarlo e conservarne la memoria e la vitalità, anche attraverso la riedizione e rielaborazione degli strumenti e dei temi tradizionali.

Fattosi a propria volta interprete di questo genere musicale, Ambrogio Sparagna si è dedicato attivamente alla sua promozione a partire dal 1976, fondando a Roma la prima scuola italiana di musica popolare contadina, aperta presso il Circolo Gianni Bosio. In tale ambito, nel 1984 dà vita a un proprio gruppo, la Bosio Big Band, basata su un originale complesso di organetti, strumenti tipici della musica popolare.

Con tale gruppo, nel 1988, sale alla ribalta con una propria "opera folk" organizzata attorno al tema di una favola,Trillillì, Storie di magici organetti e altre meraviglie. A questa prima opera ne segue una seconda, Giofà il servo del Re (1992) e la cantata Voci all'aria, prodotta per RAI Radio Tre. Nel 1995 Sparagna pubblica l'album Invito.

La consacrazione a livello nazionale dell'artista arriva nel 1996, quando la sua nuova opera, La via dei Romei, con Francesco De Gregori nel ruolo di cantastorie, ottiene un ampio successo al Grand Prix Italia '96. Nel 1997 collabora a propria volta come musicista con De Gregori, figurando tra gli esecutori del doppio album del cantautore romano, La valigia dell'attore.
Nel 1998, in occasione del bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi, Sparagna compose Un canto s'udia pe' li sentieri: la cantata fu trasmessa in diretta dalla RAI nell'ambito delle celebrazioni leopardiane; nello stesso anno collabora con Claudio Lolli, suonando nell'album Viaggio in Italia.

Nel 1999 compone le musiche per Sono tutti più bravi di me, un musical promosso dall'Accademia della Canzone di Sanremo e diretto da Emanuela Giordano. Nell'ambito del Festival Musicorum Tempora di Villa Adriana, mette in scena La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi; tra gli interpreti Lello Arena, nel ruolo di Vespone.

In occasione del Giubileo del 2000, Sparagna ha composto una "Messa popolare" per soli, coro, assemblea, orchestra d'archi e strumenti popolari (rappresentata a Ravenna e a Roma in S. Ignazio) e pubblica un album: L'avvenuta profezia, Viaggio nelle Pastorali e nei repertori del Natale. L'anno successivo si esibisce con la Bosio Big Band presso la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale per i Concerti di Radio Tre (aprile 2001) e pubblica l'album Vorrei Ballare. A dicembre va in scena una sua "sacra rappresentazione", Voi ch'amate, per attori, soli, coro e orchestra di strumenti popolari.

Nel 2002, con Giovanni Lindo Ferretti, compone Attaranta. Tradizione/Tradimento.
Durante il 2003 compone Passaggio alla città, una cantata originale con testi di Rocco Scotellaro e con il patrocinio della Regione Basilicata. Nell'inverno dello stesso anno torna a collaborare con Giovanni Lindo Ferretti componendo un oratorio sacro, Litania presentato in diretta radiofonica alla Cappella Paolina del Quirinale e poi pubblicato. Allo stesso tempo pubblica il decimo album, Ambrogio Sparagna, nel quale interpreta il ruolo per lui inedito di cantastorie.

Nel 2004, ancora in collaborazione con Giovanni Lindo Ferretti, ha pubblicato l'album Litania che propone, accanto a preghiere tradizionali, frammenti del repertorio dei CCCP e dei CSI.
Nel 2004 prende parte alla Notte della Taranta, il grande evento di musica popolare salentina (Pizzica) come direttore dell'orchestra nata anche grazie al suo contributo: l'Orchestra Popolare La Notte della Taranta.

La sua partecipazione a questo evento si ripete anche negli anni 2005 e 2006 con grande impegno del maestro che ha dichiarato di essere stato più tempo nel Salento che nella sua residenza.

Accompagna Nino D'Angelo all'organetto come ospite nel brano Jammo jà durante la terza serata del Festival di Sanremo 2010.

Nel 2012 inizia un sodalizio musicale con il cantautore Francesco De Gregori, che lo porta in giro per le piazze d'Italia con lo spettacolo "Vola, vola, vola".

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