Antonio Del Vecchio
14/05/18

Ecco, in poesia e prosa, il Gargano “reale ed ideale” di Michele Totta, a San Marco in Lamis

SAN MARCO IN LAMIS. É in vetrina da poco, per i tipi del Rosone di Foggia,  il volume “gargano mio / reale e ideale”, una raccolta di poesie sul tema di Michele Totta, originario del luogo, ma san giovannese di adozione. Lo stesso sarà presentato al pubblico, mercoledì 16 maggio, alle ore 18,30 nell’Auditorium dell’accogliente e moderna Biblioteca Comunale, sita in Piazza Carlo Marx nei pressi della Villetta Comunale.

Seppure poeta e letterato innato, Totta scopre la sua segreta passione in età matura, o meglio dopo il pensionamento. Prima era immerso nella sua  attività di tecnico di radiologia che, oltre al pane, gli permetteva di apprendere e comprendere l’intera umanità che gli passava ogni giorno davanti. Egli si può definire un poeta colto, per via della conoscenza approfondita delle lettere antiche e moderne in generale. Non  a caso suggella questo suo sapere nella originale  lirica in latino , dedicata alla madre Hic, Tu, Mater Descendis. Lo fa con grande maestria metrica e la stessa delicatezza armoniosa e sentita di un Catullo. Dopo aver spaziato per luoghi e piante ‘sacre’ (per esempio, cardi, ferule, Croco, ecc.), l’autore si sofferma alle dediche, mettendo in luce le particolarità e i pregi dei personaggi da lui conosciuti ed apprezzati. Tra l’altro, troviamo le liriche dedicate, a Giovanni Scarale, a Joseph Tusiani, a Giovanni Paolo II, a Michele Biancofiore, a Matteo Siena, a Salvatore Antonio Grifa e a tanti altri ancora, che si stagliano davanti al lettore, come se fossero veri e vicini. Non di meno poetiche ed avvertite si presentano nel finale gli scritti in prosa: il quasi leopardiano “Scritto alla Luna” , mettendo a confronto il suo lento procedere ricco di ispirazione, di sogni e di immagini e il ritmo serrato e veloce della vita che tutto calcola e distrugge nel giro di pochi secondi.  C’è poi, il “Commiato” dal Gargano, come storia - memoria, religiosità, natura e bellezza. Il v. è prefato da Raffaele Cera che mette in evidenza, oltre al contenuto, talune invenzioni stilistiche , che lo hanno aiutato a mettere a frutto il suo bagaglio culturale e vitale, aiutandone l’espressione che si fa sempre più leggera e comunicativa, nonostante il ricorso a parole colte del suo forbito vocabolario. Anche se l’affacciarsi dell’autore sulla scena letteraria è di poco tempo, ha prodotto le seguenti opere, in poesia: Pietre di Fuoco (2002); Il Viaggio e la parola (2011) e in prosa: Intervista al professor Salvatore Antonio Grifa…,(2005); Frammenti di gioia (2009): La Pittura sindonica di Italo Turri (2015) Profilo biografico di Salvatore Fini (2015) Egidio Ambrosetti, l’anelito del bene nel bronzo (2015). L’iniziativa odierna, promossa da La Puteca, vedrà in cattedra, come relatore, Raffaele Cera, preside di lungo corso ed autore di una infinità di scritti vari, con la moderazione di Pietro Villani.

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.