Antonio Del Vecchio
16/04/18

Fondazione Soccio e Fai, a convegno su Cultura e Paesaggio, a San Marco in Lamis

SAN MARCO IN LAMIS. Le forze migliori del paese, quelle stesse che hanno partorito, uomini di cultura e di scienza tornano di nuovo a far sentire la loro voce, a San Marco in Lamis.

Questa volta l’occasione  gli viene data dal Fai (Fondo Ambiente Italiano). Lo fa, partecipando all’ incontro - dibattito sul tema dal titolo “Beni Culturali, paesaggio e Cittadini”, promosso dalla locale Fondazione “Angelo e Pasquale Soccio”. Iniziativa che avrà luogo, mercoledì 18 aprile, alle ore 18.00 presso l’accogliente Auditorium della nuova e moderna Biblioteca Comunale, ubicata in piazza Carlo Marx, 1. Interverranno all’uopo Saverio Russo, docente universitario, nella veste di capo-delegazione provinciale del Fai, e Giuliano Volpe, ex-rettore dell’Università di Foggia, nella veste di Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e paesaggistici della nazione. Come padroni di casa ci saranno, Michele Galante, presidente della citata Fondazione Culturale “Soccio” e di Michele Merla, sindaco della città.  Il predetto Fai, ente sorto nel 1975, su idea di Elena, figlia di quel Benedetto Croce, filosofo, storico, ideologo del liberalismo, alias neoidealismo che segnò con i suoi scritti la cultura e la critica del Novecento. Di quest’ultimo,   il sammarchese Pasquale Soccio, fu un fedele seguace, dividendo la ammirazione-insegnamento con l’altro grande del pensiero e della letteratura del secolo precedente, Gianbattista Vico. Il Fai, come noto, è una fondazione senza scopo di lucro che da anni attraverso moltissime iniziative lavora per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, in conformità all’articolo nove della Costituzione Italiana.  Ma perché tutto questo a San Marco in Lamis? E’ presto detto. In primis, per rilanciare il ruolo di capitale della Cultura per antonomasia della città, duramente colpita negli ultimi tempi dalla mafia con l’uccisione nell’estate scorso di due suoi ignari ed onesti cittadini, quali erano i fratelli Luciani, assurti quali simboli della marcia nazionale antimafia svoltasi di recente a Foggia. E questo anche perché è con la cultura, l’educazione e il rispetto per il paesaggio che si può far fronte alla delinquenza e far crescere le nuove generazioni sotto la bandiera della legalità e della libera convivenza. Proprio nelle vicinanze del luogo del misfatto c’è la stella polare della Via Sacra Langobardorum, alias SS. 272, attraversata da millenni da pellegrini diretti alla Basilica di San Michele in Monte Sant’Angelo ed oggi anche alla tomba di San Pio in San Giovanni Rotondo.  Zona quest’ultima, costellata da anfratti ed alture e vegetazioni, dove regna sovrano il silenzio e la pace di quel “Gargano Segreto”, tanto caro al citato Soccio e  a viaggiatori - scrittori del  calibro  di un  Bacchelli e di tanti altri non di meno illustri. C’è poi, Il Convento-Santuario di Stignano con i suoi storico-artisti romitori nei dintorni,  complesso meritevole di essere rivisto, in parte restaurato e conosciuto dal grosso pubblico del Fai. Che dire poi dell’altro storico e millenario Convento – Santuario di San Matteo, con la sua omonima difesa e la “Fajarama”, una delle più suggestive e ben conservate faggete del Promontorio, senza dimenticare il vicino Parco dei Dinosauri di Borgo Celano, che tanto piace alle scuole e alle nuove leve. Se poi ci spostiamo più a Sud, si respirerà aria di preistoria più antica per ciò che concerne l’umanità. Il riferimento è al Museo Paleolitico di Grotta Paglicci, prossimo ad aprire i battenti a Rignano Garganico e al sottostante  ed omonimo sito archeologico, di cui urge  la messa in sicurezza e la ripresa degli scavi, al fine di accrescere il patrimonio di conoscenza che abbraccia l’intero paleolitico dell’umanità. E più in là ancora ci sono i villaggi neolitici dell’area sangiovannese (Valle dell’Inferno), degni pure di essere conosciuti e valorizzati. Di certo ne sapremo di più a convegno concluso.  

 N.B. Nella foto: frontespizio del Santuario di Stignano, affiancato dall’antica residenza dei Corigliano, baroni di Rignano G.

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.