Antonio Del Vecchio
30/03/18

"La Settimana Santa", secondo tradizione, vista da Mons. De Candia, a Molfetta di J.R.Ferrara

MOLFETTA. Mons Giuseppe de Candia*, responsabile Migrantes dell' ufficio Diocesi, appassionato cultore di Molfetta, delle sue tradizioni e soprattutto della sua madre lingua: il "dialetto Molfettese",

ci racconta, in un video da lui realizzato, le processioni della Settimana Santa a Molfetta. I riti della Settimana Santa a Molfetta costituiscono l'evento principale che si svolge nel corso dell'anno, assieme alla festa patronale della Madonna dei Martiri a settembre. I riti si aprono con il Venerdì di Passione, precedente alla Domenica delle Palme, con la processione Beata Vergine Addolorata. Il Giovedì Santo è segnato dalla suggestiva processione notturna dei Cinque Misteri. La processione della Pietà del Sabato Santo chiude i riti penitenziali. La partecipazione della popolazione è corale e non vi è mai un momento in cui, al passaggio di tutte le processioni, non vi sia una cospicua folla di fedeli che fa da ala ai sacri cortei, tanti i molfettesi residenti all'estero ritornano per parteciparvi. Sul canale youtube dell'Associazione Oll Muvi, quelli di I Love Molfetta, molti i video inseriti per la promozione delle tradizioni molfettesi sparse un pò in tutto il mondo. /*Don Giuseppe De Candia, nato nel 1932, è sacerdote della diocesi di Molfetta dal 1956. Dopo varie esperienze pastorali in seminario, in parrocchia, nell'Azione cattolica, oggi è parroco e delegato regionale della Migrantes, commissione pastorale per la migrazione della Conferenza Episcopale Italiana. Nel 1972 Mons. N. Nervo lo chiama a collaborare alla stesura dei Regolamenti e degli Statuti della Caritas Nazionale e nel contempo la Regione Puglia gli affida la fondazione della Caritas regionale come delegato della Puglia Nord. Diplomato in Organo e Composizione organistica nel 1981 al Conservatorio di Bari, sotto la direzione del M. Nino Rota, ha lavorato anche in campo artistico e didattico musicale, applicandosi particolarmente ad un metodo di apprendimento fonetico vibratorio per i bambini audiolesi. Nel 1983 lascia l'insegnamento perché nominato "Addetto alla segreteria del Vescovo Don Tonino Bello e in tale veste lo segue nelle sue peregrinazioni alla ricerca dei Molfettesi in Australia, Argentina, Venezuela, Usa."

Letto 166 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)
Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.