Antonio Del Vecchio
29/04/14

Sarà presentato il ritratto del poeta - scrittore Giovanni Scarale, a San Giovanni Rotondo

 

SAN GIOVANNI ROTONDO. Sarà di nuovo ricordata in pompa magna la figura e l’opera del poeta e  scrittore Giovanni Scarale, a San Giovanni Rotondo. E quanto si farà in occasione della donazione - consegna del suo ritratto alla collettività da parte dell’autore.

Si tratta del suo inseparabile amico – artista, Antonio Ciccone, ritrattista ed artista figurativo di fama mondiale. La cerimonia avrà luogo venerdì 2 maggio, alle ore 10.30,  presso l’auditorium della Biblioteca Comunale “Michele Lecce”. Alla manifestazione, fortemente voluta dalla famiglia, oltre a Ciccone interverranno per l’Amministrazione Comunale, il sindaco Luigi Pompilio e l’assessore alla Cultura, Michele Di Maggio. Modererà i lavori il giornalista Gennaro Tedesco. Sono già cinque i ritratti donati dall’artista alla comunità di San Giovanni Rotondo e sono tutti conservati presso la stessa biblioteca. L’amicizia che intercorre tra la famiglia Scarale e il Ciccone perdura da oltre mezzo secolo. Addirittura, quest’ultimo, conobbe prima il padre, che immortalò pure con una raffigurazione scultorea, conservata in casa, e poi il figlio poeta che successivamente fu legato a doppia maglia sia in termini di opere sia in termini affettivi. Anche perché avevano entrambi un comune affetto-desiderio: Padre Pio.  L’uno ne tessé le lodi con le slanciate e ieratiche raffigurazioni a carboncino, l’altro con le sue insuperabili e toccanti composizioni poetiche, raccolte in più volumi.  L’artista sin dal 1954 risiede a Firenze, dove ha studiato presso i migliori artisti dell’epoca e all’Accademia delle Belle Arti. Ha girato poi il mondo, per poi far ritorno definitivo  nella Capitale della Toscana. Ha partecipato a 175 mostre. Tra le opere principali, da segnalare “La Natività” realizzata a Ponte Buggianese (Pistoia), gli affreschi ispirati alla vita di San Francesco, una miriade di paesaggi, ritratti e composizioni varie realizzate con le più sperimentate tecniche, dall’olio su tela, all’acrilico, all’affresco, al carboncino e alla china. Stupende pure la sua composizione 1992 - 1993 realizzata per conto del Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, riprodotto pure in volume con gli ispirati scritti, appunto, di Giovanni Scarale. Di pubblicazioni su Ciccone se ne contano, unitamente a quella citata, ben otto. Tra cui la biografia curata da Alberto Maria Fortuna. Altresì, è  autore di numerosi cicli grafici dedicati al ritratto: Variazioni per Gaia, Augustus Saint-Gaudens, John Porter, The Moira Series, Omaggio a Padre Pio, Omaggio a Pietro Annigoni, Amintore Fanfani, The Lydia Series, The Avery Series e la recentissima Spring Song.

Secondo alcuni  critici, la principale sfida tecnica che l’artista compie è quella di “…fondere il suo soggetto con la luce tramite un abilissimo corteggiamento tra carboncino e foglio da disegno ed esalta, ancora una volta, il suo assoluto amore per l’arte”.  Collaboratore d’importanti case editrici, tra cui la Mondadori, ha pubblicato molte raccolte di poesie in dialetto garganico (Sciure de roccia, La Tarra mia, Sotta l’ulme, La voria, A mosse a mosse Zinnannà, ecc.). E in lingua (Anche l’Olona è un fiume, Cantico tunisino, Ora Padre Pio è in noi, un Canto lungo venticinque anni, ecc.). Ha realizzato testi in prosa, come Non tornarono, Fra Daniele Natale, Padre Pio nel cuore, Padre Marcuccio, ecc. Ha diretto e redatto per oltre un decennio il periodico Gli handicappati di Padre Pio, prezioso per la conoscenza della vita dello Stimmatizzato e della trentennale attività dei Cappuccini. Fondatore di numerosi giornali di opinione, tra cui lo Sperone Nuovo.  Da evidenziare, inoltre, che,  a quattro anni dalla scomparsa,  il ricordo di Giovanni Scarale, il poeta di padre Pio per antonomasia, è ancor vivo  tra la gente . Forse lo sarà  sempre , grazie a tutto ciò che ci ha lasciato in eredità riguardo  alla sua statura civile e morale e soprattutto  alla sua voluminosa ed originale produzione letteraria, sopra accennata, che ne fanno di lui uno dei più grandi  autori  del Promontorio e forse  “unico “  nel territorio che gli è  più vicino da oltre un secolo.  Sarà, infine, ricordato come  l’altruista per eccellenza, il cultore della religiosità popolare, colui che sapeva parlare al cuore dei suoi alunni e della gente più umile, chi  ha scommesso e lottato disinteressatamente nel corso della sua vita terrena per il progresso  culturale della sua città. A rammentarci la sua originale e proficua lezione educativa, sarà presente per l’occasione anche una nutrita rappresentanza  di alunni delle Scuole della città. 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.