Antonio Del Vecchio
23/04/14

Si sa di più sul tragico incidente mortale accaduto ieri sulla pista di deltaplano, a Rignano Garganico

Rignano G. Luogo dell'incidente mortale (pista di decollo) Rignano G. Luogo dell'incidente mortale (pista di decollo)

RIGNANO GARGANICO. Si sa di più sull’incidente mortale accaduto ieri pomeriggio sulla pista di deltaplano, a Rignano Garganico. In mattina la salma è stata trasferita dal locale cimitero, dove era custodita sin dal momento della disgrazia,  in Umbria.

Come noto, la vittima si chiamava Mario Luppa, 57, colonnello dell’esercito italiano, paracadutista, residente  a Torgiano (Perugia), ma nativo di Fabriano (Marche). Forse il corpo sarà cremato e seppellito nel luogo di residenza, in ossequio alla volontà del defunto. Da molti anni era impegnato nel Capoluogo umbro, come docente di lingue nella scuola militare di lingue del Santa Giuliana. A stroncare la sua ancora giovane vita era  stata l’ insopprimibile passione per il volo libero con il deltaplano. Infatti, mentre era in fase di decollo dall’apposita pista attrezzata, ubicata in località “Capodelmonte”  o La Croce, a un tiro di scoppio dal centro abitato, all’improvviso il mezzo, forse sospinto da una folata di vento avverso  (o mulinello) ha girato su se stesso, spingendo il malcapitato con violenza  sul muro di sostegno della medesima pista e procurandogli ferite multiple al volto e al capo. Gli amici che erano con lui si erano precipitati sul posto nel vano tentativo di soccorrerlo, ma il  Luppa non dava ormai alcun segno di vita. Erano passate da poco le ore 14.00.  Ciononostante gli stessi avevano provveduto, come risaputo, immediatamente ad allertare i mezzi di soccorso e le forze dell’ordine, che erano  sopraggiunte  nel giro di pochi minuti. Il riferimento è all’autoambulanza del 118 inviata dalla vicina Casa Sollievo della Sofferenza e alla volante del nucleo operativo mobile dei CC impegnato in zona, unitamente al mezzo della locale stazione, che non hanno potuto fare nient’altro che constatare la morte. Quindi, il corpo è stato trasportato e composto nella bara nella cappella del locale cimitero. Intanto, in caserma si era svolto l’interrogatorio dei testimoni presenti, per appurare la dinamica. Il tutto coordinato dal comandante della compagnia CC. della città di San Pio, capitano Cristian Tedeschi, supportato da esperti del gruppo provinciale.  Tanto al fine della ricostruzione dei fatti e per appurare eventuali responsabilità. Da evidenziare che a quell’ora in paese c’era pochissima  gente. Infatti, il grosso della popolazione, unitamente ai tanti turisti,  era giù presso l’antico Santuario, a festeggiare la Madonna di Cristo. Per cui la tragica notizia è stata appresa con molto ritardo e  soprattutto con viva costernazione dal resto della comunità. Da segnalare, infine,  che l’avvenimento odierno tiene in apprensione anche il mondo dell’associazionismo locale, che sul Deltaplano da decenni aveva puntato tutte le sue carte per lo sviluppo sportivo – ecologico e turistico del paese. Non per niente i massimi rappresentanti di esso, fortemente dispiaciuti,  man mano che passavano le ore si sono alternati presso la salma a dare conforto ai famigliari e agli amici e colleghi di volo libero. Eccovi ora un po’ di storia al riguardo. La scoperta del volo libero in questi luoghi risale agli anni ’80, allorché ci provarono per la prima volta tre piloti di Termoli, di cui uno medico. Si scoprì subito che , per via delle correnti ascensionali, la zona circostante il paese si prestava quasi tutta a tale tipo di sport. Nel corso degli anni a venire, grazie all’impulso di Silvestre Marani, straordinario e appassionato pilota di volo libero, residente a Foggia, ma originario pure lui di Perugia, tale pratica sportiva non solo attecchì, ma si sviluppò a dismisura con l’organizzazione di vere e proprie gare anche a carattere internazionale. Si ipotizzò addirittura l’istituzione di una scuola, dove poter approfondire i concetti scientifici e le tecniche dirette alla pratica di questa importante pratica sportiva. Ma non se ne fece nulla, non si sa per come e perché. Fu realizzata solo la pista ad opera della Comunità Montana del Gargano. Da qualche anno,invece,  grazie all’associazione “Rignano fly” e altri sodalizi pugliesi, la voglia e la pratica e ritornata d’attualità.  Infatti, lo scorso anno, dopo un iniziale e riuscito “battesimo di fuoco”, si è svolta una importante e partecipata competizione con l’arrivo di piloti di parapendio e deltaplano provenienti dall’intera Puglia e da altre località italiane.

Letto 1658 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Aprile 2014 20:32
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.