Antonio Del Vecchio
01/01/18

Grande successo partecipativo per il Cenone della Parrocchia, a Rignanon Garganico

Un momento della festa all'insegna della semplicità e del coinvolgimento collettivo Un momento della festa all'insegna della semplicità e del coinvolgimento collettivo

RIGNANO GARGANICO. Talvolta senza strafare, con pochi soldi e il “faidate’ è possibile essere in pace col Signore e divertirsi un mondo tra i propri simili, congiunti o amici che siano.

È quanto accaduto, ieri, a cominciare dalle 20,30 in poi, nell’accogliente ed ampia Palestra Comunale di Rignano Garganico , trasformatasi per l’occasione in sala ristorante e pista da ballo. Per la verità lo è da alcuni anni, a pause alternate, ospitando una vera e propria scuola di ballo e di danze psico-terapeutiche. Protagonista della serata  è stata buona parte della Comunità Parrocchiale “Maria SS. Assunta”, che ha promosso ed organizzato, all’insegna delle evangeliche”Nozze di Cana”, la lunga notte di Fine Anno. Il tutto, presieduto dal Parroco, Don Santino Di Biase, e dal suo vice, Don Antonio Gianfelice, trasformatisi per l’occasione in bravi cuochi e camerieri, coadiuvati da uno stuolo di volontari. Precisamente accomodati ai tavoli, imbanditi di ogni ben di Dio, c’erano  250 persone di tutte le età di entrambi i generi, pari a circa il 15 % dell’intera popolazione residente.  Ad aprire le danze (per modo di dire) è stato lo stesso Parroco, salutando il variegato pubblico e  il programma della serata, non senza dimenticare di ringraziare gli amministratori, in primis il giovane sindaco Luigi Di Fiore, impegnati altrove e poco prima ascoltati per via telefonica. Altresì, Don Santino, ha ricordato che le feste profane, quando sono fatte all’insegna della semplicità e della solidarietà, possono costituire dei canali importanti per la crescita sociale e spirituale di una comunità, attraversata dalla crisi economica e dalla fuga dei giovani, che tocca da vicino anche il piccolo paese. Che una festa possa trasformarsi in fonte di bene,  ne dà esempio anche lo stesso Cristo, come nell’episodio sopra ricordato, trasformando l’acqua in vino. Lo fa ovviamente non solo per accontentare i festeggiati, ma in segno di vicinanza e partecipazione alla vita dell’Uomo. Ecco il menù: antipasto della parrocchia; strascinati con funghi, zucca e salsiccia; lenticchie con cotechino; salsiccia e patate; pincimonio, frutta; panettone, sfumante e caffè. Il tutto si è succeduto dentro  in modo ordinato, alternando le varie portate, servite ai tavoli dagli improvvisati camerieri (in testa Don Santino), indossando abiti d’occasione contrassegnati da cravatte o papillon di colore rosso. Allo scoccare della mezzanotte, tutti sono usciti fuori all’aperto per accogliere l’anno nuovo  con gli spari dei mortaretti e lo stappo delle bottiglie di spumante. Poi di nuovo dentro per lo scambio degli auguri e il prosieguo della festa, intervallata dal sorteggio dei premi in mostra e ancora a consumare il resto del menù, alternato da balli di coppia e di gruppo, sino a sazietà, per altre due ore e passa. Insomma, una festa semplice bene riuscita, grazie al giovane Parroco e ai suoi stretti collaboratori, tra i quali si sono distinti: Candida Urbano (raccolta fondi), Vito Di Carlo, Luigi e Pasquale Bergantino, Gabriele Russo, Giuseppe Gaggiano ed altri, coadiuvati dalle rispettive mogli (cucinieri e camerieri). Buon 2018 a tutti, anche a coloro che non hanno partecipato per volontà o perché impegnati altrove!

Letto 522 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Gennaio 2018 08:18
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.