Antonio Del Vecchio
26/09/17

San Marco in Lamis al pari dello stadio di Roma? Lo immagina il giovane poeta Alexis

SAN MARCO IN LAMIS.  “Rignane tuppe tuppe, sangiuvanne tunne, sante marche bella città signurine in quantità!”. Ovviamente, l’ultima e calzante  affermazione, cambiava di volta, a seconda della città di nascita o residenza.

Infatti, nel caso di un Rignanese, San Marco diventava ‘fusse fusse’. Così si diceva una volta da queste parti e lo si dice ancora per vantare il proprio paese. L’ha pensato in questo senso anche il poeta Alexis, sfornando la sua ennesima lirica al riguardo, nella prima parte de “Il paese dei sammarchesi”. Ad ispirarlo pare siano stati i compagni delle sue lunghe ed ininterrotte passeggiate sul Viale. Questi ultimi, infatti, forse   offuscati dall’atavico fatalismo dovuto al carattere del meridionale medio ed anche all’età,  si lamentavano spesso del fatto che in paese non c’era e non ci vedevano niente di buono e di singolare. Ovviamente non ne era affatto convinto l’autore. Cosicché un certo giorno  cercando… cercando…ha messo su il suo nuovo ‘poema’,  annotando le qualità a iosa che la città natale possedeva. Lo fa in modo originale con gli  occhi immaginifici e la sensibilità di poeta. Infatti, prendendo spunto dalla particolare posizione geografica, immagina la sua città, come un grande stadio da calcio,  al pari di quello di Roma, ma di posti quattordicimila e passa, tanto quanto sono i sammarchesi residenti. Innanzitutto, viene il campo da gioco, dove c’è tutto e di tutto, parimenti ad un supermercato di grossissima  dimensione. E giù la sfilza di negozi, vetrine, servizi pubblici, scuole, banche, studi professionali, ferramenta, panifici, biscottifici, macellerie, farmacie, chiese (un tempo c’era anche l’Ospedale, oggi ridotto a poliambulatorio) ecc. Non sgarra una dimenticanza. Anzi, annota  quando vuoi fare spesa, specie frutta e verdura te la servono gli ambulanti fin sotto casa tua con ogni mezzo. Tanto accade anche a chi abita in curva o nelle tribune, di solito poveri di servizi e dormitori per pratica. Nel primo caso, ci si riferisce ad Ovest a ‘Monte di mezzo’ - Addolorata, Porta San Severo, ecc. e ad Est, ai ‘curvoni’, quello di Serricchio e dell’ex- Vigna Palatella; nel secondo caso: ai quartieri Casarinelli e Strettola delle Giumente, a Sud, e  ai quartieri di  San Berardino, Casalotto, Starale, al Nord, ecc. Le distanze, a quanto  precisa il poeta, non superano i 500 metri e ‘i servizi’ si fanno in breve tempo ed a proprio piacimento. Sempre nel campo di gioco, ci sono ancora, la villa, la villetta, lo stesso campo sportivo e perché anche il cimitero che Alexis definisce, con il suo solito e caratteriale humour ‘molto arioso’, immerso com’è tra tanto verde lungo il ‘canale’ (vallone), detto Scagghiaracane . Infine, conclude, come ha iniziato. A suo dire, non c’è un paese al mondo  più pratico e vivibile di San Marco in Lamis

 

Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.