Antonio Del Vecchio
21/05/17

Grazie alla pluri-artista M. Rosaria Vera, elettrizzante serata di poesia, a San Giovanni Rotondo

Intervento dell'assessora comunale Rossella Fini. Da sx: Angelo Capozzi, Franco Ferrara, Rosa Di Maggio e Antonio Del Vecchio Intervento dell'assessora comunale Rossella Fini. Da sx: Angelo Capozzi, Franco Ferrara, Rosa Di Maggio e Antonio Del Vecchio

SAN GIOVANNI ROTONDO. Coinvolgente ed elettrizzante serata di poesia, ieri, all’Auditorium”Pier Giorgio Frassati” (Chiesa di San Giuseppe Artigiano), a San Giovanni Rotondo.

Il riferimento è  alla presentazione del v. “Poeti del Gargano nei dialetti dei paesi…”, di cui si è già data notizia. Ciò lo si deve  agli organizzatori, agli autori  e soprattutto al pubblico selezionato che è rimasto del tutto stregato dalle variegate e simpatiche esibizioni di vario tipo, messe in atto nella parte finale. A dare il benvenuto, in veste di padrona di casa, è stata Rosa Di Maggio, appassionata di letteratura e  docente di lungo corso, che con  appropriate e talvolta meticolose presentazioni, succedutesi nel corso della manifestazione,  ha saputo mettere a loro agio i vari intervenuti.  Tra l’altro ella ha messo in evidenza l’importanza che ha la poesia nel rimettere a posto l’identità dell’uomo sempre più diviso dal ritmo e dai continui cambiamenti della società odierna dominata dalla tecnologia e dalle macchine. Subito dopo ha preso la parola la giovane e simpatica assessora comunale, Rossella Fini, avvocato, che oltre al saluto e condivisione dell’Amministrazione pubblica, ha ringraziato gli organizzatori per aver portato in città un evento straordinario, come la lingua e la poesia dialettale, che contribuiscono alla pari di altri settori alla crescita culturale non solo dei campanili, ma dell’intero territorio  E’ stata poi la volta di Franco Ferrara, coautore e curatore del libro che  da alcune settimane è in giro in tutto il Gargano, ricevendo il plauso in ogni dove.  Quest’ultimo, ha richiamato l’attenzione sulla necessità della valorizzazione del dialetto garganico, che significa non solo lingua ma anche riappropriazione e diffusione dei valori culturali tramandatici dalle tradizioni ed usi e costumi di un tempo. Lo ha seguito a ruota, il giornalista e scrittore, Antonio Del Vecchio, soffermandosi sulla creatività ed originalità di taluni autori dialettali di razza, come Giovanni Scarale e Joseph Tusiani, ecc. A questo punto è seguito un breve intermezzo musicale ad opera del giovane e valente chitarrista Matteo Grifa. Esibizione, quest’ultima, che sarà ripresa in seguito con più vigore. Si è alternato, quindi, ai microfoni, Angelo Capozzi, animatore dell’Università del Crocese in Foggia, che si è soffermato a lungo sulle radici del dialetto dauno, facendolo risalire addirittura alle grandi immigrazioni provenienti dall’antica Grecia. Per lui si è trattato di un gradito ritorno in paese, per aver qui insegnato ed operato in materia di cultura e tradizioni per dodici anni. Non a caso il suo affabulare e conoscenza dell’argomento, è stato puntualmente salutato con scroscianti applausi dalla variegata platea, contenente anche esponenti di primo piano in materia, provenienti da vari centri . Tra l’altro: i montanari Michele Lauriola  e Michele Campanile; Michele Rinaldi, appassionato di musica popolare ed autore di pregevoli volumi, come il vocabolario di dialetto, Gennaro Tedesco, giornalista di prim’ordine, entrambi del posto; l'artista Nick Petruccelli di San Marco in Lamis E così tanti  altri. La seconda parte, comprendente la declamazione di poesie. Dopo l’intervento a più riprese di Michele Totta, poeta ed autore di diverse raccolte di liriche, che, oltre a recitare composizioni dei colleghi assenti (quasi tutti giustificati per motivi di salute e per concomitanza di avvenimenti, oltre al fine settimana), si è intrattenuto a lungo sulla storia della letteratura dialettale locale, scattando  sintetici flash su Michele Capuano, Giovanni Scarale, Francesco Paolo Fiorentino, ecc. Lo ha seguito Onofrio Grifa, autore anch’egli di innumerevoli volumi, che ha recitato delle brevi poesie, talune inventate al momento. Dopo di che è salita sul palco con la sua solita irruenza mimica e creativa, Maria Rosaria Vera, docente di lungo corso (originaria di Vico  del Gargano) e variegata autrice non solo in campo poetico, ma anche in quello teatrale. Non per niente ha fatto valere la sua bravura di attrice, cantante e forse anche di ballerina. Il riferimento è ai balli classici latino-americani e  soprattutto alle tarantelle, come quella garganica, accompagnata dalla chitarra e dai battimani della platea. Commovente è stata poi la recita della Ninnananna, anch’essa reinventata sulla scorta del suo sapere popolare. A questo punto si può concludere che la doppiamente vera mattatrice della situazione è stata proprio lei, salutata di volta in volta da infiniti e calorosi applausi. Il tutto si è concluso, all’insegna della poetica gentilezza, con scambi floreali e specialità gastronomiche tra organizzatori e protagonisti della stupenda ed indimenticabile serata.        

 

Letto 414 volte Ultima modifica il Domenica, 21 Maggio 2017 16:29
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.