Antonio Del Vecchio
16/05/17

Grande successo di pubblico e di critica per la rappresentazione di due commedie dialettali, a Vieste

VIESTE. Grande successo di pubblico e applausi a scena aperta, ieri sera a Vieste al cineteatro Adriatico. Tanto per la rappresentazione di due commedie in dialetto viestano.

A renderlo noto è stato un comunicato stampa, a cura dell’organizzazione, diffuso in ogni dove.  Le rappresentazioni, ideate, scritte e dirette dalla poetessa Isabella Cappabianca Pernice, dal titolo "La trasetore" e "U spusalizije", sono state messe a punto ed inscenate dalla locale compagnia teatrale  de"I Scarpassulete". Va detto subito che l’ iniziativa in parola ha scopo benefico, essendo diretta alla raccolta di fondi da devolvere alla  Caritas Diocesana di Vieste, da tempo fattivamente impegnata nell'attivazione di servizi a favore dei più deboli, grazie alla disponibilità e all'inesauribile lavoro prestato dai suoi tanti volontari, uomini e donne. Le scene, a quanto si legge nel comunicato, si sono succedute sotto la sapiente regia della bravissima Raffaella Montecalvo che,  pur avendo vissuto per lungo tempo fuori Vieste, avrebbe  saputo ben rappresentare la cultura paesana con i suoi usi, costumi e tradizioni. A rendere ulteriormente  la resa espressiva e mimica hanno contribuito i giovani attori, che si sono dimostrati per tutta la durata della rappresentazione sempre allegri, disinvolti e impeccabilmente calati nella propria parte, quasi che fossero navigati professionisti. Altrettanta bravura gli stessi protagonisti  ce l’ hanno messa nei dialoghi costruiti e recitati  attraverso un ‘dialetto tipico, rigoroso e privo di sbavature’. Altresì, gli attori hanno ‘indossato’ nomi d'epoca ormai introvabili, mostrando ai divertiti spettatori “… i battibecchi, gli intrighi, i sortilegi e i burrascosi rapporti fra consuoceri che contraddistinguevano, allora più che oggi, fidanzamenti e matrimoni”. Durante lo svolgimento le due  commedie sono state intervallate dalle declamazioni di poesie da parte dell'autrice. Ne è emerso  un mirabile  spaccato di vita vissuta nel primo novecento, quando il matrimonio era combinato dai genitori e chi non aveva voce in capitolo erano proprio gli sposi, che arrivavano alle nozze, spesso, da perfetti sconosciuti. La "Trasetore", ossia la presentazione tra le famiglie dei futuri sposi – si spiega nello scritto -  è usanza completamente sparita dal cerimoniale corrente, La stessa si apre con il corteo che dalla casa del pretendente muove verso quella della futura sposa, fra la divertita curiosità e i pettegolezzi dei vicini. Sarà il primo approccio fra le due famiglie. Seguirà, poi, la esilarante "verifica" da parte della suocera al corredo in dote alla nuora, in esposizione sui "rezzule", i mobili di casa. Se resisteva al vaglio puntiglioso della incontentabile suocera, veniva successivamente trasportato da ragazzi, in bella mostra nelle ceste, a casa degli sposi. Lo scambio degli anelli siglava, infine, la promessa dell'agognato sposalizio. Ed è proprio "U spusalizije", ossia il matrimonio,  il tema della seconda e ultima commedia che, a partire dalla celebrazione del rito, fra intrighi, tradimenti, malocchi e inattesi colpi di scena, arriva alla sorprendente conclusione finale, trattenendo il pubblico in modo piacevole e divertente. Al termine di ogni atto, ininterrotti e calorosi applausi ne  hanno confermato il gradimento e la piacevolezza dell’evento. Infine, il comunicato si conclude con un interrogativo: voglia di passato o semplice curiosità  ? Forse solo la voglia di divertirsi, contribuendo ad alleviare i disagi di chi soffre.

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.