Antonio Del Vecchio
03/05/17

Accolti con grande entusiasmo i “Poeti del Gargano”, a Vieste

Vieste. La poetessa Maria Rosaria declama con violino Vieste. La poetessa Maria Rosaria declama con violino

VIESTE. Per i Poeti del Gargano, grande successo partecipativo e di critica anche a Vieste, capitale del turismo marino nazionale ed estero, per antonomasia. Il tutto si è svolto nell’accogliente sala consiliare del Municipio, gremito di pubblico selezionato ed attento proveniente da ogni dove. Ha cominciato per primo Franco Ferrara, poeta ed organizzatore preciso ed esaustivo.

Lo ha fatto presentando ad uno ad uno i protagonisti della serata e le loro relative liriche. E’ stata, poi, la volta dell’assessora alla Pubblica Istruzione e Cultura, Graziamaria Starace, che ha espresso tutta la sua simpatia e plauso per l’iniziativa odierna, che oltre a dilettare il pubblico e a riempire la giornata di ciascun vacanziere, ha evidenziato il valore educativo dell’opera , perché permette ai giovani di imparare il dialetto e di conoscere le tradizioni della propria terra. Ha concluso, auspicando altre iniziative similari che fanno conoscere il Promontorio  e i relativi pregi anche sul piano strettamente culturale.  Sono salite, poi, sul palco le poetesse del luogo, Isa Cappabianca e Angela Ascoli, che oltre a declamare le rispettive poesie contenute nel libro, si sono soffermate a mettere in evidenza i beni culturali del territorio, come l’antica Chiesa di Santa Maria di Merino, a cui è stata dedicata una bellissima ed avvertita lirica. Maria Rosaria Vera di Vico, dal canto suo, ha avuto modo di bissare  il successo di consensi e simpatia già registrati nelle precedenti tappe. Ha colto il momento magico ,  declamando con appropriatezza e mimica le poesie assegnate. Tra l’altro, ad essere applaudita a scena aperta è stata la recita di “Amore per Vico”, accompagnata dalle intonate note di violino suonato  con maestria dal marito Enzo Mastromatteo di Foggia. Altrettanto applaudite sono state le poesie declamate dai suoi compaesanti Michela Di Perna e Nicola Angelicchio. Subito dopo a prendere la parola è stato Angelo Capozzi dell’Università del Crocese di Foggia, il quale ha coniugato, con il suo profondo sapere, poesia, tradizioni ed usi e costumi delle diverse realtà territoriali. Lo ha interrotto al momento giusto Franco Ferrara con la recita di “E’ poesia il Gargano mio”, accolto con scroscianti applausi. In sintonia si sono alternati ai microfoni, declamando le poesie della loro terra, Pietro Salcuni (Monte Sant’Angelo,), Raffaele Pennelli (Apricena), Antonio Guida (San Marco in Lamis), Onofrio Grifa e Michele Totta(San Giovanni Rotondo). In particolare, si è fatto notare aggiungendo al suo repertorio la poesia “Innamoramento” di Matteo Siena del posto. Ha ripreso la parola Capozzi, commentando il contenuto di alcune liriche. Ci si è salutati infine con la poesia dedicata a Vieste, declamata con calore dallo stesso Ferrara. Da annotare, infine, che in sala c’era il grande poeta Ludovico Ragno, che è rimasto letteralmente coinvolto dalla manifestazione odierna.

Letto 366 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Maggio 2017 18:02
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.