Antonio Del Vecchio
23/03/17

Giovedì 23 marzo, ore 18.00, si parla del 'brigantaggio' durante la I Guerra, alla Biblioteca di San Marco in Lamis

SAN MARCO IN LAMIS. Si ritorna a parlare di ‘briganti’, a San Marco in Lamis. Si tratta dei “Disertori e briganti garganici nella Prima Guerra Mondiale”. Il tema sarà affrontato, giovedì 23 marzo, alle ore 18,00, presso la Fondazione “Pasquale e Angelo Soccio” .

Ne sarà relatore lo storico  Francesco Barbaro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. A promuovere l’evento ci ha pensato la medesima ‘Fondazione’ , presieduta da Michele Galante, già sindaco della città e deputato al Parlamento Italiano, unitamente all’Amministrazione Comunale, diretta da Michele Merla. A quanto anticipato nell’invito, verranno fuori alcune pagine di storia che vide protagonista in ‘negativo’ il Gargano, in particolare San Marco in Lamis,  interessati  durante gli anni 1916 – 1918 della Prima Grande Guerra da fenomeni di diserzione, con centinaia e centinaia di disertori e renitenti alla leva, che dissero no alla guerra,”incoraggiati anche dall’attività dei ‘sovversivi’ socialisti decisi a sabotare la guerra dei capitalisti. Ma non tutti. Nello stesso campo ci furono anche gli ‘interventisti’, tra i quali anche il grande Di Vittorio. Parecchi di questi giovani ‘renitenti’, meglio noto in gergo ‘Fujènte’ (fuggitivi) si diedero alla macchia nei boschi, diventando briganti. Tra i diversi nascondigli, secondo la storia orale, eccellevano, come negli anni 1860 -63,  Castelpagano e le grotte di Iancuglia. Se ne sa di più dalle carte custodite negli Archivi di Stato di Foggia e di Roma. Al riguardo ci fu una risposta decisa da parte dell’allora Governo, presieduto da Vittorio Emanuele Orlando, che invò a setacciare il Promontorio quaranta squadriglie di Carabinieri a cavallo, capeggiati dall’ufficiale Giovanni Battioni, collaboratore stretto del ‘prefetto di ferro’ Cesare Mori, impegnato in Sicilia contro la mafia, di cui sono stati spesi fiumi di inchiostro e centinaia di metri di pellicola cinematografica. Pochi anni prima, si verificò  il primo rapimento in Italia di un minore a scopo estorsivo. Si tratta dello’zio Giuseppe’ Bramante di San Giovanni Rotondo. A chi scrive l’episodio fu raccontato per filo e per segno, anni or sono, dal nipote medico e il relativo articolo  pubblicato  da La Gazzetta del Mezzogiorno.

 

Letto 529 volte Ultima modifica il Giovedì, 23 Marzo 2017 15:05
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.