Antonio Del Vecchio
23/12/16

Un Natale globale alla redazione scolastica de “L’Italico”, a Rignano Garganico

La prof-regista Grazia Ciavarella in redazione La prof-regista Grazia Ciavarella in redazione

RIGNANO GARGANICO. E’ un Natale per davvero da ‘prima pagina’, quello mandato  in scena nel tardo pomeriggio di ieri dagli alunni della Scuola Media, a Rignano Garganico. Lo è perché inventato di sana pianta in una fantomatica redazione di giornale.

Lo spettacolo s’intitola “Un Natale sui fusi orari” di Michele D’Angelo, che vede come alunni protagonisti i redattori del quotidiano “L’italico”: Sofia Demaio, direttore responsabile;  Antonia Pia Mastromauro (caporedattore) , Antonella Botta, Andrea Dima e Matteo Ponziano. Un bel giorno, questi ultimi, si riuniscono per discutere e stabilire quale articolo mettere in prima pagina, ispirato all’evento del momento, ossia all’imminente festa della Natività. Dopo una vivace discussione, i convenuti concordano di raccontare su come si svolge il Natale nei più importanti  Paesi del mondo,  quello  sui fusi orari che dà titolo al predetto spettacolo. A questo punto, entrano in gioco gli alunni - corrispondenti a dire, o meglio a scrivere e a trasmettere, via Web,   il loro “pezzo” sul Paese di competenza. Quelli di nazionalità italiana, operanti all’estero sono Francesco Gentile e Francesco Nido, mentre quelli stranieri operanti nello Stivale sono: Michele Viola (afroamericano); Eva D’Alessandro (Indiano); Giuseppe Giuliani (israeliano-palestinese); Michela Pia Demaio (brasiliano), Francesca Fusco (guatemalteco); Francesca Squeo (camerunense); Silvana Aniceto (ivoriano). Così che dalle varie corrispondenze si sa che Natale  cristiano“bolle in pentola”  nelle varie parti del mondo e il giornale può informare i suoi lettori italiani. Ad accompagnare le varie recite, con musiche appropriate ed originali,  ci hanno pensato con i loro strumenti gli stessi ragazzi, guidati da Michela Paglia, Rachele Del Vecchio e Franco Draisci della  ‘Schola Cantorum’ parrocchiale. In anteprima è stata letta una poesia di Nathalie Debruyne, dove si accennano ad alcuni grandi concetti educativi, come la fame, la segregazione razziale, la bomba atomica, la guerra, le diligenze, le galere, la schiavitù. “Parole – a quanto c’è scritto – che non significano poi nulla. Perciò sono stante cancellate dal dizionario”. Il tutto ha visto come regista - sotto la supervisione del dirigente scolastico, Giuseppe Soccio -  la docente di Lettere Grazia Ciavarella, coadiuvata per quanto riguarda l’allestimento scenico, dalla docente di Arte, Giovanna De Lorenzis. In sala c’era una marea di gente, composta dai genitori, parenti e curiosi. Al termine, oltre alla Ciavarella, hanno preso la parola per ringraziare ed evidenziare ciascuno qualche concetto interessante ed istruttivo. Ha cominciato il parroco Don Santino Di Biase, che  ha invitato  ad apprezzare il Natale “cristiano”, in quanto simbolo di pace e redenzione. Lo ha seguito ha ruota  il v.sindaco Michele Ciavarella, soffermandosi sulla “centralità della scuola” come motore d’integrazione. E’ stato, poi, la volta del consigliere delegato Giovanni Draisci, che ha auspicato una più avvertita accoglienza nei confronti delle diverse etnie che frequentano la scuola. Infine,  Anna Aucello, ha raccontato che tutto ciò che si fa per la scuola è frutto di sacrificio e di tanta buona volontà, oltre che degli insegnanti, anche dei genitori e degli stessi alunni che sanno crescere e fare la loro parte(A.D.V.).  

Letto 723 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)
Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.