Antonio Del Vecchio
06/02/14

Daft Punk, Ram, Grammy 2014 di Vincenzo Sfirro

 

“I knew that it could be a sound of the future but I didn’t realise how much impact it would be”: sapevo che questo sarebbe potuto essere il suono del futuro, ma non avevo realizzato quale grande impatto avrebbe avuto. Sono le parole del produttore discografico Giorgio Moroder, ospite del nuovo lavoro dei Daft Punk, RAM.

Molte le collaborazioni che, oltre al già citato Moroder, impreziosiscono questo album: dal cantante e chitarrista degli Strokes, Julian Casablanca, in Instant Crush, al musicista Pharrel Williams in Get Lucky, al compositore e attore statunitense Paul Williams in Touch, al produttore Todd Edwards in Fragments of Time, per finire al musicista Noah Benjamin Lennox, in arte Panda Bear in Doing it Right. Ovviamente, nello stile del duo parigino, è l’elettronica a farla da padrona, ma la musica che viene fuori da quest’ultimo disco è una perfetta armonia tra i suoni più futuristici del sintetizzatore, che creano atmosfere sospese e particolari, quasi extraterrestri, e quelli degli strumenti classici, che riportano l’ascoltatore con i piedi per terra, facendogli percepire la qualità della musica, comunque fatta da esseri umani. Sin dal titolo di questo lavoro, RAM, i Daft Punk sottolineano la loro vocazione elettronica, infatti, l’acronimo che dà il titolo all’album, sta per Random Access Memories. In termini tecnici, la ram è responsabile dell’accesso, in breve tempo, a qualunque indirizzo di memoria informatica e, proprio a causa della sua alta velocità di prestazione, è utilizzata dai dispositivi elettronici come memoria primaria. In questo senso, Random Access Memories può essere interpretato come il disco delle memorie che, dopo anni di frequentazione dell’universo musicale, cominciano a riaffiorare sottoforma di tracce all’interno dell’album. Non si potrebbero spiegare altrimenti le sonorità classiche, per un certo verso, e le collaborazioni con artisti di qualche generazione precedente, dall’altro verso. Il risultato, tuttavia, consiste in una azzeccata fusione di suoni provenienti da epoche differenti, ma anche in un lavoro che, avvalendosi delle collaborazioni con altri artisti, è riuscito ad armonizzare spunti provenienti persino da generi musicali diversi, come dimostra Instant Crush, interpretata in chiave rock dal leader degli Strokes. Del resto, a sottolineare il successo delle contaminazioni musicali, combinate dal duo parigino, ci hanno pensato anche i Grammy Aword 2014, che hanno assegnato ben 4 premi ai Daft Punk. Insomma, niente male per un album che il redattore aveva scaricato sul proprio cellulare soltanto per curiosità, grazie a una promozione dell’operatore, ma che poi,  non è più riuscito a smettere di ascoltare e canticchiare, tanto da dedicargli un articolo.

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.