Antonio Del Vecchio
01/02/14

Rignano rinnova la sua solidarietà al Comandante delle Guardie Forestali, Antonio Villani

RIGNANO GARGANICO. La redazione della presente testata giornalistica online “Rignanonews. Com” dichiara la sua piena e solidale vicinanza al  comandante del gruppo Guardie Forestali dello Stato di San Marco in Lamis, Antonio Villani, e alla sua famiglia, oggetto di un inaudito e vile attentato intimidatorio alle sue cose, messo in atto da ignoti bombaroli, la cui furia dinamitarda, oltre a procurare ingenti danni alla sua casa, ha messo in pericolo la sicurezza dell’intero quartiere”Palude”, cuore del centro storico di San Marco in Lamis, là dove ad un passo si trova l’abitazione ‘saltuaria’ di Joseph Tusiani, letterato poliglotta di fama mondiale.  S’invitano le autorità, le forze dell’ordine, le associazioni di volontariato e i cittadini tutti a non abbassare la guardia e ad agire all’unisono contro ogni tipo di violenza e prepotenza.

 

Al riguardo, il v.sindaco di Rignano Garganico, Michele Ciavarella, ci ha tenuto a dichiarare tramite questa testata quanto segue: “a nome e per conto del sindaco Vito Di Carlo e dell’intera Amministrazione esprimo al comandante Antonio Villani e alla sua famiglia, la nostra più viva costernazione per il vile attentato subito e assicuriamo che saremo sempre al suo fianco nella difesa del bene comune  e della sicurezza nelle nostre campagne e boschi".

Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.

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    Solidarietà da parte del sindaco di Rignano Garganico, Luigi Di Fiore, alle famiglie di Luigi e Aurelio Luciani, uccisi ma sconosciuti per essersi trovati nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
     
    "La città di Rignano Garganico è vicina a quella di San Marco in Lamis in un momento così triste per l’intero territorio - spiega Di Fiore nella sua nota - lo sforzo immane che noi, amministrazioni locali e tutti coloro che in un modo o nell’altro contribuiscono, stiamo facendo per cercare di dare una scossa e riprenderci ciò che meritiamo, viene reso vano da questi atti di brutale ferocia."
     
    "L’orgoglio e l’amore che ci lega alla nostra Terra e che ci contraddistingue non può e non deve lasciare che sia la delinquenza e l’illegalità ad intralciare i programmi volti al progresso e allo sviluppo - conclude il sindaco di Rignano - colgo l’occasione per porgere le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime innocenti e per abbracciare la cittadina di San Marco in Lamis e il Gargano tutto."
     
    Come si ricorderà il 9 agosto 2017, intorno alle ore 10.00, nelle campagne di San Marco in Lamis è avvenuto un grave delitto di Mafia. Sono stati uccisi dopo un breve inseguimento il capo-clan Mario Romito di Manfredonia e suo cognato. Luigi e Aurelio hanno probabilmente assistito alla scena e sono stati freddati per non lasciare testimoni.
     
    Tutta l'Italia è rimasta atterrita dalla notizia, soprattutto per la morte di due innocenti, che erano in campagna per lavorare sotto al sole cocente del Tavoliere delle Puglie.
  • Bufera in Casa Cera. Napoleone: "offeso io e la mia famiglia!"

    La campagna elettorale per le Amministrative del 2017 si è infiammata anche a Rignano Garganico, dove negli ultimi giorni si è parlato del "caso" di Napoleone Cera. Il consigliere regionale dell'UDC, come risaputo, è stato accusato da un ex-collega di partito di aver fatto assumere sua moglie in una struttura sanitaria privata convenzionata con il Sistema Sanitario della Puglia. A puntare il dito contro Napoleone è stato Missimiliano Di Fonso, sindacalista ed ormai ex-dirigente del partito dello scudo crociato.

    La notizia è piombata in piena campagna elettorale anche nel più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano ed ha avvelenato il dibattito elettorale. Non parleremo delle due liste e dei candidati sindaci che si sfidano per la conquista del Palazzo di Città (si vota l'11 giugno 2017), perché rispetteremo il silenzio elettorale e la "par condicio", ma non possiamo rinunciare al diritto di cronaca.

    Di Fonso è stato piuttosto pesante con il consigliere Cera, ultimo della dinastia che ha visto sulla scena politica locale, regionale e nazionale dapprima il nonno Napoleone e poi il padre Angelo. Per il sindacalista foggiano Napy doveva evitare l'assunzione della moglie in una struttura di cura, anche se solo a tempo determinato. Per Di Fonso si tratta di una questione morale e di inopportunità politica.

    Ovviamente non si è fatta attendere la replica di Napy Cera, che ha armato i suoi legali allo scopo di presentare una dettagliata denuncia-querela al suo accusatore.

    "A seguito del grave, strumentale e gratuito attacco alla mia reputazione e onorabilità, ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela in danno di Massimiliano Di Fonso", spiega Cera a RignanoNews.com.
     
    "Le espressioni usate dal Di Fonso, infatti, vanno oltre la critica politica e presentano evidenti profili di rilevanza penale. - aggiunge il consigliere regionale - Lo spregiudicato utilizzo di parole e frasi, ripresi dalla stampa e finite anche all’attenzione dei gruppi politici di minoranza alla Regione Puglia, hanno causato non solo un grave danno alla mia immagine, alla mia famiglia, all’UdC ma anche alle persone estranee al mondo della politica."
     
    E non è tutto. Per Cera: "il polverone sollevato dalle dichiarazioni diffamatorie hanno prodotto un cortocircuito mediatico, alimentato dalla pubblicazione di notizie non verificate, incontrollate e in massima parte distorte. Sarà un giudice a fare chiarezza sulla questione, come è già avvenuto, con mia massima soddisfazione, in simili precedenti vicende, che hanno visto organi di stampa e diffamatori puntualmente condannati per il loro pressapochismo e la loro ricerca di titoli ad effetto. Tutto ha un limite. Di Fonso e chi gli presta il fianco, pubblicando le sue dichiarazioni, non possono continuare a infangare il mio nome, quello della mia famiglia, il partito e gli amici, restando impuniti. C’è il tempo della dialettica, aspra e accesa nei toni, ma c’è anche il momento della riflessione e dell’uso di un linguaggio più adatto a un civile confronto tra le parti. Qualcuno lo ha dimenticato e sarà un tribunale a ricordarglielo."
     
    Come dicevamo della questione se n'è discusso anche durante i comizi elettorali a Rignano e spieghiamo il perché. L'On. Angelo Cera, padre di Napoleone, aveva accusato in un pubblico comizio la compagine rignanese avversaria di non essere ligia ai doveri morali della politica. Dopo la notizia delle accuse di Di Fonso la parte avversa ha replicato duramente invitando i Cera a fare chiarezza su quanto accaduto e sul perché si sia dimessa l'intera segreteria dell'UDC foggiana.
     
    Dal canto suo l'UDC rignanese ha difeso Napy parlando di "diritto al lavoro per le donne". Tutto ciò mentre la lista avversaria, che aveva diramato la notizia capillarmente nelle case dei concittadini rignanesi attraverso copie cartacee, messaggi su Facebook, su WhatsApp e su Telegram del servizio giornalistico realizzato dai colleghi del Mattino di Foggia, ha difeso il diritto delle donne, di tutte le donne, a trovare occupazione.
     
    Del caso ora se ne parlerà anche nelle aule dei tribunali, così come ha annunciato Napy.
     
    Resta il rammarico di aver assistito all'ennesima diatriba tra politici del Sud che non riescono proprio a fare sistema.
     
    La via per il rinnovamento è lunga, ma non desistiamo!
  • Michele Caruso strega la platea di ArteFacendo a San Marco in Lamis

    Giovane chiama giovane! Se il giorno prima all’incontro su "Arte e Poesia dialettale" non c’era nessuno di essi, a quello sui ‘cervelli in fuga’ ce n’erano ad iosa, forse un centinaio. Ciò sta a significare che la colpa è degli adulti, che lasciano poco spazio alla possibilità di fare esperienza, anche sbagliando.

    L’incontro era congiuntamente promosso ed organizzato da entrambe i laboratori di Artefacendo di San Marco in Lamis e di San Giovanni Rotondo. A prendere la parola per primo è stato Toni Aucello, nella sua duplice veste di responsabile del sodalizio sangiovannese e di redattore di Capitanatachiama.

    Quest’ultimo ha presentato l’ospite al pubblico, mettendo in rilievo  le sue riconosciute qualità professionali e culturali. Michele Caruso, che attualmente lavora a Dubai, ha più di una Laurea ed è Dottore Magistrale.

    Si rivela talento sin da giovane adolescente, partecipando attivamente, come socio,  al Circolo Culturale”Giulio Ricci”non plus ultra in quegli anni nel campo della promozione del territorio e delle sue risorse. Sotto la scuola d'idee di Angelo Del Vecchio, egli gli partecipa alle attività del Circolo Culturale "Giulio Ricci" e dell'allora Cooperativa Araiani. Negli anni ha sposato tutte le iniziative che mettevano in correlazione i cervelli fuori sede con quelli sul posto. Tra questi ricordiamo il "Premio ai Rignanesi nel mondo" e l'evento "Rignano Città Aperta".

    Tanto per tentare un progetto condiviso di sviluppo socio-economico del paese.

    L’idea piacque a molti, perché ritenuta l’unica capace di arginare la fuga dei cervelli (a quel tempo primeggiava in Europa il designer automobilistico Donato Coco). Successivamente  l’entusiasmo scemò per le solite ‘fregature’ comminate dai soliti ‘volponi’ della politica locale,che costrinse anche altri giovani a buttare la spugna, allontanandosi dalla cittadina per studi e per lavoro. Qualcuno ci crede ancora, compreso Michele, pronto a rientrare se le condizioni socio-politiche miglioreranno. Durante il predetto incontro, Michele si è speso per illustrare ai presenti tutte le possibilità offerte dal web per assicurare un lavoro dignitoso e soddisfacente a tutti i giovani. Quindi, con affabilità e competenza ha sciorinato ad una ad una tutte le sue conoscenze in materia di Web. Egli ha incentrato, infatti, tutto il suo discorso sul digital che ci permette oggi di colloquiare in tempo reale con tutto il mondo, scambiandoci una qualsivoglia informazione. Per di più si può lavorare insieme ad un progetto, stando comodamente seduti a mille miglia lontani.

    Così facendo si può aiutare il Sud?

    Secondo Caruso lo si può fare in tutti i campi, mettendo in moto tutti ‘cervelli’.

    Infine, ha spiegato ad una ad una tutte le vie  tecniche per comunicare e  far fruttare al meglio il Digital-Sistema.

    Per saperne di più, basta consultare “Capitanatachiama”, alla cui redazione ha rilasciato una lunga intervista autobiografica, sollecitato all’uopo da domande appropriate.

  • Grande folla alla presentazione della lista “San Marco nel Cuore”, a San Marco in Lamis

    SAN MARCO IN LAMIS. Grande folla, ieri sera 13 maggio, davanti alla storica sede di Corso Giacomo Matteotti, ieri per la sezione della DC, poi del Partito Popolare ed oggi dell’Udc, a San Marco in Lamis. Tanto per la presentazione ufficiale della lista “San Marco nel cuore”  e il primo comizio di apertura della campagna elettorale in vista del voto del cinque giugno.

    Ad aprire ed a chiudere la “danza” degli interventi è stato lo stesso candidato sindaco Pasquale Spagnoli, avvocato e presidente uscente dell’assemblea elettiva. Lo ha fatto, raccontando le varie fasi e i criteri seguiti nella scelta e composizione della lista dei consiglieri. Quindi, passando al programma, ha sottolineato le tre priorità o linee guide da seguire. In primis, per non aggravare il dissesto di bilancio, occorrerà puntare esclusivamente al reperimento di fondi pubblici in conto capitale. E questo per la copertura di progetti diretti alla sistemazione delle infrastrutture e allo sviluppo del territorio.

    Per il mantenimento dei servizi ci si avvarrà della normale tassazione.

    Per cui chi pensa di abbassare la pressione fiscale, con il debito che si ritrova (circa 21 milioni di euro) sarebbe fuori della realtà. Il secondo punto riguarda il mantenimento della sicurezza, sia in termine di ordine pubblico, sia sul fronte ambientale e della protezione civile. Infine, l’ultima, e forse la più importante priorità, riguarderebbe la costituzione di un osservatorio di tipo scientifico, in acronimo “LIST” (Laboratorio Interventi Scientifici Territoriali), che raccolga le migliori menti e talenti, capaci di studiare e di elaborare progetti risolutivi e propositivi diretti a far tornare il paese ai fasti di un tempo, allorché con il suo ospedale era un “fiore all’occhiello” nella sanità di Capitanata, e con i suoi talenti una vedetta culturale di prim’ordine nel Gargano e con il suo artigianato e commercio, una città attiva assai frequentata ed emulata. Un’iniezione di fiducia e di orgoglio, quest’ultima, assai condivisa e propagandata dai vari interventi che si sono succeduti sul palco, specie dai candidati più giovani e dalla donne, decisi con il loro entusiasmo ad andare sino in fondo per creare posti occupazionali e arrestare il fenomeno emigratorio dei giovani verso il Nord e l’estero.  

    A sostegno della lista hanno detto la loro Angelo Cera, sindaco uscente e deputato al Parlamento e i consiglieri regionali Pino Lonigro e Napoleone Cera.

    Non sono mancate le stoccate sui cambi-casacche di turno, sui nuovi e antichi pseudo moralisti, su le improprie ingerenze di qualche ministro di culto, ecc.

    Ecco la lista: Arcangela Rita Cursio (Ingegnere), Anna Fulgaro (Infermiera), Ilaria Stanco (Imprenditrice), Antonietta Siciliano (Avvocato), Lucia Tardio (Impiegata), Antonella Villani (Insegnante), Luigi Borazio (Impiegato), Michele Ciavarella (Operatore socio-sanitario), Angelo Ciavarella Soccio (Avvocato), Bonifacio D’Amico (Biologo), Gaetano Martino (Medico), Paolo Nardella (Impiegato), Nicola Potenza (Ingegnere), Ruggieri Michele, detto Lillino (Insegnante), Giacinto Soccio, detto Antonello (Impiegato) e Antonio Tosco (Dirigente scolastico).   

    Non appena assisteremo “ad horas” ai comizi delle altre liste, riporteremo con uguale impegno ed obiettività di cronaca i rispettivi interventi e programmi.

  • Avviate le procedure per la realizzazione di una Casa socio-riabilitativa per Anziani a Rignano Garganico

    RIGNANO GARGANICO. In vista  la realizzazione di una grande ed accogliente residenza  socio - sanitaria assistenziale (RSA), a Rignano Garganico, paese tranquillo e dall’aria pulita per antonomasia. Non per niente la struttura che si va ipotizzando è riservata alle persone anziane e a soggetti in genere non autosufficienti e bisognosi di essere assistiti e curati a medio e a lungo termine.  L’ubicazione di essa coincide con quanto previsto per gli anziani affetti dal morbo di Alzheimer nel  2002  alla contrada “Strettola – Lucito” a circa due chilometri dal centro abitato del paese. All’uopo servono altri  sei mesi di proroga per la definizione della pratica e l’inserimento preventivo della stessa nell’adottando PUG.

    Di mezzo c’è il preliminare di compravendita del terreno destinato a tale scopo (ha 6 e 52 are) tra Ciavarella Pasquale, detentore e la ditta MGFIN di Busto Arsizio (acquirente). La precedente richiesta fatta dai contraenti prevedeva come scadenza ultima il 15 marzo u.s. per la stipula del relativo rogito e più in là per la convenzione del disciplinare con il Comune. A decidere l’ulteriore proroga dei termini della condizione sospensiva è stato il Consiglio Comunale, nella mattinata di oggi, dopo un vivace dibattito.  Lo ha fatto con il  voto unanime dei presenti, l’astensione del consigliere delegato al ramo, Viviana Saponiere, e l’allontanamento dall’aula del consigliere dell’opposizione Matteo Nardella del PD. La prima ha motivato la sua decisione, lamentandosi di scarso coinvolgimento, pur essendo la materia una sua competenza di consigliere delegato,  il secondo, ritenendosi insoddisfatto delle risposte date dal sindaco Vito Di Carlo e dalla segretaria comunale Marilena Soccio. alla sua richiesta-interpellanza di chiarimento sulla fattibilità dell’opera e , avanzata con foga durante il suo lungo intervento. Dal canto suo, Angelo Resta, seppure seduto sui banchi della minoranza, ha motivato il suo assenso in virtù del suo fiuto di imprenditore e collettore di esperienze, ritenendo l’opera benefica sul piano economico ed occupazionale, La storia di questo progetto ha inizio nel novembre del 1999 con l’accoglimento da parte dell’Ente locale della richiesta di concessione di suolo, finalizzata alla realizzazione di un centro turistico - ricettivo per i malati di lunga degenza, come appunto  l’Alzheimer. Il relativo atto di cessione fu formalizzato con rogito nel dicembre del 2001  e perfezionato il 23 maggio 2002 con altri atti integrativi; tra l’altro: la convenzione per l’attuazione del PIP con il Comune (24.06.2002); il regolamento contenente la clausola risolutiva, se non si fosse realizzato l’opera entro i dieci anni. Il 6.10.2007 il privato denuncia con atto formale le difficoltà incontrate alla Regione riguardo all’accreditamento della struttura con la conseguente richiesta di rimodulazione dei contenuti della convenzione, tra cui la modifica-proroga della  clausola risolutiva dopo i 10 anni. Per i sette anni successivi, inerzia completa del  Comune. La questione torna di nuovo a galla il 9/12/2014, con la comunicazione da parte delle ditte in menzione di cui si è fatto cenno all’inizio. Infine, il Consiglio ha approvato all’unanimità lo schema di convenzione per la sponsorizzazione da parte di privati della sistemazione, allestimento e manutenzione di aree a verde di proprietà comunale.