Antonio Del Vecchio
14/02/16

San Valentino: la festa degli innamorati tra mitologia, storia e cristianesimo

Rignano G. Mandorlo fiorito alla periferia del paese Rignano G. Mandorlo fiorito alla periferia del paese

RIGNANO GARGANICO. Oggi, 14 febbraio è festa grande in tutto il mondo. Lo è  per l’annuale ricorrenza di San Valentino da Terni martire , patrono degli innamorati.  

Tale tradizione fu poi diffusa dai monaci benedettini, primi custodi della basilica dedicata al santo , attraverso i loro monasteri prima in Italia e quindi in Francia ed in Inghilterra ed in ogni parte del mondo. Con ogni probabilità la predetta festa, istituita da Papa Gelasio nel 496, aveva lo scopo di sostituire  una delle tante feste pagane, come quella dei Lupercalia, celebrata dagli antichi Romani  a metà febbraio in segno di purificazione e di rinascita . Altre fonti ne fanno risalire il culto ancor prima ossia a Faunus Lupercus, dio oracolare  rappresentato come il greco Dio Pan con corna e zoccoli da capra ed invocato per proteggere i campi, le selve e i pastori.  Non a caso  in questo periodo si riscontrano i primi segni di risveglio della natura, come l’accoppiamento dei volatili e la fioritura dei mandorli, quest’anno anticipata di alcune settimane per effetto dei cambiamenti climatici. Nel Gargano  qualche mandorlo in fiore lo si è visto addirittura nel mese scorso. Di solito tutto questo accadeva nei primi giorni di marzo e annunciava l’arrivo imminente della Primavera.  C’è addirittura chi lega la festa ad un evento mitologico di origine greca. In uno scritto attribuito ad  Omero si  racconta, infatti,  della fioritura del mandorlo.  La stessa sarebbe collegata alla storia d'amore di Acamante e Fillide. “Il primo andò a combattere la guerra di Troia al fianco degli Achei. Durante i dieci anni di guerra, Fillide non smise di aspettare il proprio amato ma, una volta conquistata la città di Troia e terminata la guerra, i greci cominciarono a tornare a casa. Tra i superstiti che fecero ritorno non ci fu Acamante e Fillide cominciò a pensare che fosse morto in guerra. Dunque, non vedendolo più tornare, la principessa morì disperata perché rimasta senza il suo amato. La dea Atena, toccata dalla morte di Fillide, decise di farla diventare un albero di mandorlo. Acamante, però, tardò a ritornare per un blocco alla nave e, quando venne a sapere della morte della sua amata e del fatto che era un mandorlo, andò verso l'albero e l'abbracciò. Così, il mandorlo fiorì, come se volesse stringerlo a sé”. Comunque sia, accontentiamoci dell’avvenimento moderno. In detto giorno tutti gli innamorati del mondo, al di là di ogni convenzione e condizione giuridica e di sesso, si scambiano i sentimenti più teneri  non più e solo con i bigliettini postali  ma a viva voce o con l’immediatezza della messaggeria e delle foto , ricorrendo ai cellulari, agli smartphone e soprattutto al Web, targato face book. L’unica tradizione a rimanere valida è la firma: il simbolo visivo del cuore o la freccia di Cupido. Auguri a  tutti i Rignanesi innamorati dentro e fuori il paese !

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.