Antonio Del Vecchio
05/01/16

Domani sera 6 gennaio, è l’ ultima occasione per visitare il Presepe Vivente, a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Domani sera 6 gennaio, con inizio alle ore 16.00, ritorna in scena per l’ultima tappa il Presepe Vivente, a Rignano Garganico. Comparse e figuranti (oltre un centinaio, tra adulti e ragazzi) sono pronti per accogliere i visitatori nel caratteristico ed arioso centro storico di origine medievale, fatto di vie strette a zig zag , talvolta a gradoni, interrotti da arcate, piazzette, vicoli chiusi e ornati di mugnali.

Il tutto è realizzato in pietra e incavato in larga parte tra e  nelle rocce . E’ proprio l’ambiente a fare la differenza sia per la rappresentazione scenica e il ritorno in essere di antiche usanze e costumi, sia per l’allestimento delle botteghe, al fine di conservare la memoria della laboriosità e nel contempo la denominazione degli strumenti e pratiche  dei mestieri, in gran parte scomparsi o in via di estinzione a causa dell’industrializzazione e produzione su vasta scala, ormai quasi tutta clonata e “cinesizzata”.  La gente che viene si troverà, dunque, di fronte a spaccati di vita paesana dagli anni’ 20  ai’60 del secolo scorso, quando l’unità tra persone, cose ed animali era un tutt’uno, innaffiata  com’era di saldi valori e sentimenti. Una quindicina le botteghe da visitare, allestite nei  luoghi strategici dei vari quartieri. Tra esse ci sarà anche quella del costruttore di manufatti per presepi fissi in pietra, legno, ferro battuto e  terracotta, realizzati da Michele Viola. Un mestiere quest’ultimo tramandatogli dagli avi di generazione in generazione, con la speranza di poterlo trasferire anch’egli ai ragazzi di oggi. La bottega è ospitata nell’ex-chiesa del Purgatorio, trasformata in Auditorium dall’Ente Parco.  Più avanti sulla Ripa si ha di fronte lo spaccato di vita di un’antica  masseria, allestita di tutto punto con carretti, animali ed attrezzi ed animata da decine e decine unità in costume tipico, a rappresentare ed anche a recitare al gerarchia rurale dei tempi andati, quali:  “bracciali” dell’uno e dell’altro sesso; guardiani,  curatoli , massari e ai piani alti il padrone, anzi il marchese. L’ultimo ad averne il feudo di Rignano prima dell’abolizione del regime, fu nei primi anni dell’800 Luigi Corigliano. Quest’ultimo ricoprì,  tra l’altro, la carica di  Sovrintendente di Capitanata e si distinse in campo professionale come primo bonificatore del Candelaro. Egli  possedeva nella piana e sui versanti delle colline  oltre mille versure di terreno. A rendere magica l’atmosfera “presepiale”  ci pensano con la loro musica e strumenti decine e decine di suonatori (zampogne, corna muse ed altri strumenti a percussione e a fiato). Durante il percorso ci si potrà rifocillarsi alle tavole imbandite per l’occasione di prodotti tipici, quali pancotto, pasta e legumi, bruschetta, ceci arrostiti, ecc.  “Vi aspettiamo, a Rignano! “ è, dunque, l’ultimo ed insistente appello degli organizzatori, capitanato dal Presidente dell’omonimo Comitato, Pinuccio Palladino.

Letto 875 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Gennaio 2016 10:06
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.