Antonio Del Vecchio
20/12/15

Ecco come un tempo si faceva il presepe in casa, a Rignano Garganico

Rignano G. Presepe completo nel dopoguerra Rignano G. Presepe completo nel dopoguerra

RIGNANO GARGANICO. Ecco come si faceva il presepe un tempo in paese, secondo il racconto fatto da Michela Caputo (classe 1911) <<Nel Purgatorio, così si chiamava questa chiesa,c’era il presepe fisso. A Natale c’erano le novene; nove giorni prima, alle ore 5.00 la mattina suonava la campana…  

Poi c’erano i “fratelli”, quelli del Carmine, col camice bianco e il mantello rosso e quelli del Purgatorio che avevano il vestito tutto nero… Il “fratello”era come un prete, cantava l’ufficio, partecipava alla novena. . .Sopra l’arco della porta centrale c’era l’armonium, lì mettevano una cordella, da lì alla porticina della sagrestia. C’era la statua di Santa Lucia e sotto c’era il presepe fisso. Come cantavano il Te Deum, prima si cantava tutto in latino, all’età mia si leggeva più scorrevole il latino che non l’Italiano, ecco con una rotella, come quelle che si mettono oggi per sparare (i fuochi d’artificio), piano piano piano camminando i re magi arrivavano vicino il Bambino, nel presepe. Ma oggi chi li fa più queste cose? E il presepe in casa? …Le”foglie” le mettevo vicino al muro e dietro vi attaccavo anche le carte con le stelle e poi componevo il presepe. Si faceva la grotta, si faceva da un corpo d’albero. ..Allora prendevo un albero secco… lo tagliavo sotto, lo “scavavo” ben bene e facevo la grotta. Ci mettevo il Bambino, San Giuseppe e la Madonna.  I magi li mettevo, dopo però. I Pupi si facevano con gli stracci, con le pezze. Ora ho il pupo che si vende al mercato, c’è il pastore che sta vicino alle pecore, poi c’è quello che prega, che metto in ginocchio con le mani giunte, metto l’agnello di lato, perché è il momento che lo porta al Bambino. Porta la pecorella a Natale. Si diceva che il primo ad avere l’annuncio è stato il pastore. I primi che sono arrivati al presepe sono stati i pastori, poi dopo Natale sono comparsi i Re Magi, che hanno seguito la stella. I pastori hanno detto: E’ nato il Redemtore del mondo! Ricordo che nel presepe si mettevano le panettine piccole piccole e si metteva la mandorla sopra. Io ho la pupa, che prima chiamavano Santa Anastasìa. Questa Santa portava la “frittura” al bambino, con la canestra in testa…E’ una devozione di Natale, quella di fare la “frittura” e Sant’Anastasia  la portava, come il pastore portava l’agnello. Io la facevo una piccola quanto un cece. Il presepe si “aggiustava” alla Concetta e si toglieva all’Epifania…>>.Quanto sopra  è stato audio registrato il 10/3/2000 ed è contenuto nel v. “Natale tra ieri ed oggi…, Regione Puglia

Letto 854 volte Ultima modifica il Domenica, 20 Dicembre 2015 14:18
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.