Antonio Del Vecchio
17/11/15

Questo è il mio Paese di Antonio Monte da Milano

 MILANO. Dopo le due puntate televisive di “Questo è il mio Paese” il cielo del Gargano si è dipinto di rosa, colore della donna improvvisata messaggera e giustiziere della falsa morale.

Penso che sia stata la natura a colorare il quadro stupendo perché lo vigila da tempo per divenire sempre più bello e rammentarci che della Puglia il Gargano è il fiore all’occhiello.

 

  Amo il Gargano

Le pareti di muraglie ridisegnate dal tempo e arricchite dal verde dei pini, fichi d’india e capperi, diventano esuberanti giardini verticali naturali, preposti all’orchestrazione dell’immagine visibile ai Foresti che calpestano le strade tortuose, con i rumorosi mezzi industriali.

Le imponenti scenografie che la natura offre gratuitamente, vengono immagazzinate da questi, per essere rievocate nelle loro terre fredde prive di calore.

Questo luogo magico si affaccia prepotente sulle acque, ruotando silenzioso intorno al sole.

Il clima filtra aria pura e soave e fa rigenerare il sangue del meno giovane e l’arricchisce di energie vitali.

Anche i venti sostano per il loro punto d’incontro e vi giocano, senza arrecare guai, facendo mulinelli dispettosi, spettinando le chiome degli ulivi, disorientando le vele dei marinai.

Territorio Sacro, devoto alle tante Divinità che vi hanno dimorato e che dai loro Altari hanno scongiurato il male per farlo baciare integro dal suo mare.

Le cicale e le rondini cantano festosi al chiarore del giorno e di notte sono le costellazioni più celebri che lo vigilano e lo illuminano con premura, mentre le mezze fasi lunari coronano le sue alture.

                                                       -------------------

Amo l’aspro territorio/ogni angolo del Promontorio/così selvaggio e scosceso/le scalinate del paese/le salite, le sue discese.

Amo i poveri e i benefattori/le usanze e le tradizioni/chi trascura il proprio aspetto/fa cultura in dialetto.

Amo chi al cane selvatico/lancia il companatico/persone perfette/che san donare con affetto/il sorriso, il rispetto.

Amo chi produce l’utilità/nonostante la siccità/con lavoro massacrante/sotto il sole scottante/dall’alba al tramonto suda in ogni istante.

Amo chi tanto ne ha bisogno/e mai chiede il sostegno/quell’orgoglio contadino/che sa di Divino/per come accetta il suo destino.

Amo chi non pretende l’utile con autorità.

Amo chi si rende utile alla comunità.

 

Letto 695 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)
Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.