Antonio Del Vecchio
13/05/15

Strade Provinciali “colabrodo” in territorio di Rignano Garganico: salta l’incontro con Miglio

Francesco Miglio con Emiliano a Pal.Dogana-Foggia Francesco Miglio con Emiliano a Pal.Dogana-Foggia

RIGNANO GARGANICO – Strade provinciali dissestate è una realtà sotto gli occhi di tutti nella piana sottostante, a Rignano Garganico. Da molti anni sono privi di ogni intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria. Della questione doveva farsi carico, dopo un opportuno sopralluogo (in programma ieri pomeriggio in località Villanova) da parte dell’attuale Presidente della Provincia, Francesco Miglio, ma il tutto è saltato

con l’arrivo inatteso del candidato governatore Michele Emiliano a palazzo Dogana (convegno venatorio). L’incontro era stato concordato dall’ex-sindaco Nicola Saracino, unitamente ad una nutrita rappresentanza istituzionale e di agricoltori della zona. La viabilità in parola è rappresentata dalle tre arterie più importanti e trafficate della zona. Le stesse s’incrociano a Villanova, antico ed attivo agglomerato urbano ubicato ai piedi del paese. In primis, il riferimento è alla SP n. 28, alias pedegarganica, che si diparte da Apricena e incrocia la SS. 89 sulla Foggia-Manfredonia. Il primo tratto, lungo circa 8 chilometri, risulta sistemata, il resto, specie quello che attraversa l’agro di Rignano è completamente disastrato, con buche, dislivelli, asfalto divelto, ecc. La situazione si è ulteriormente aggravata dopo l’ultima alluvione di settembre. La transitabilità di essa è molto appetita non solo dagli agricoltori, ma soprattutto dalle aziende della pietra, in quanto costituisce l’unica arteria di collegamento veloce con il porto sipontino. Poi c’è  la SP. 22 che collega la SS. 16 (Rignano scalo) con Borgo Celano (SS. 272), dopo aver attraversato Villanova. Rignano e San Marco in Lamis. Strada considerata importantissima ed indispensabile soprattutto per Rignano, collegando il paese con la pianura sottostante e il resto del mondo. Il percorso è ora reso più agevole dopo la sistemazione ex-novo del ponte di Villanova, ultimato qualche anno fa con una spesa complessiva di circa 4 milioni di Euro. Infine, c’è la SP 25, con  il ponte “De Maio” ancora chiuso. Ecco la situazione. Il ponte resta pericolante e in attesa di essere riparato o addirittura sostituito da una struttura ex-novo  adeguata al volume e alla qualità del traffico odierno. Si tratta  di un tipo di  scorrimento sicuramente più leggero e frequente  rispetto al passato, ma non di meno importante.  Come noto, su di essa , prima della definitiva chiusura dell’ex. Zuccherificio Eridania di Rignano Scalo, avvenuta più di  dieci  anni fa, transitava il grosso dei camion di bietole . Forse si deve proprio  a questo tipo di entità di traffico la sua successiva defaillance. A  questo fatto culminante si lega poi la mancanza di ulteriori interventi. Negli ultimi tempi  la strada che attraversa e serve  una  delle zone più intensivamente coltivate e nel contempo abitate della piana di Rignano Garganico  è completamente dissestata in più tratti, interrotta da grosse poche e dall’asportazione di asfalto. Per cui  il tutto sembra ridotto ad una vera e propria groviera, transitabile solo parzialmente e  a passo ridotto (cioè con l’innesto della prima marcia) per poter raggiungere la propria masseria o fondo. E sono  decine a decine le aziende che sboccano su detta strada o dalle arterie trasversali , non escluse quelle agro-industriali di piccola e media entità, come un grosso e affermato centro di allevamento bovino e commercializzazione dei prodotti caseari freschi o stagionati che siano; così pure si dica della Caccavelli Group , azienda leader nel settore degli ortofrutticoli ed altre ancora di minore consistenza, ma di vitale importanza per le famiglie degli agricoltori o allevatori impegnati.  Per tanto, la loro esistenza e sussistenza è resa per davvero difficile e insopportabile, soprattutto se si tiene conto della sua lunghezza complessiva. Si tratta di una quindicina di chilometri che abbraccia una serie di antiche e  storiche contrade: Cutino di Caso, Puzzelle, Coppe del Vento, Terra dei Preti, Marana, Maranella ed, infine, l’intera Mezzana Grande – Cappelli fino all’innesto della provinciale per San Severo.  Finora agricoltori e residenti hanno sopportato in silenzio il disagio,  in attesa di vedere presto risolto il loro problema. Situazione resasi difficoltosa specie ora, per via della ridotta capacità amministrativa e finanziaria delle Province.  Da non dimenticare che  la strada in questione un tempo era un’ isola felice di residenza per gli agricoltori rignanesi, egregiamente servita da automezzi pubblici di linea, compreso quello dell’Ataf. Insomma,  trattandosi di una priorità evidente, tutti vorrebbero che la situazione tornasse di nuovo come prima.  Tanto più che molti di essi, in consorzio, avevano investito centinaia e centinaia di migliaia di euro per lo sviluppo dell’energia alternativa (eolica, fotovoltaica, biomasse, ecc.) passata in seguito a multinazionali estere, dietro un modesto ed eppure utile contributo di ristoro per le casse comunali del piccolo centro garganico.  

Letto 674 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Maggio 2015 10:04
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.