Antonio Del Vecchio
03/02/15

Imu terreni montani: presto deciderà il Consiglio Comunale, a Rignano Garganico

Rignano Garganico. Il Municipio Rignano Garganico. Il Municipio

 RIGNANO GARGANICO. Non ancora è chiaro se a Rignano si pagherà o meno l’Imu sui terreni collinari e montani al disopra dei 281, classificati nell’ultimo decreto  parzialmente esente o meglio esente solo per i coltivatori diretti e gli allevatori regolarmente iscritti nell’elenco speciale.

Tale requisito è indicato con la lettera “P”.  Per gli allevatori tutto è facile, anche perché ne sono appena una diecina quelli che operano in zona. Non pagheranno niente, in quanto regolarmente iscritti nelle liste speciali. Al contrario dovranno, anzi dovrebbero pagare (per quanto si dirà ) tutti i possessori di infinitesimi fondi, la cui orografia è significata da una singolare architettura rurale, costituita da chilometrici muri a secco di vario orientamento e forma  e da centinaia e centinaia di pagliai in pietra; i primi ne segnano i confini, gli altri la proprietà di ogni singolo fondo. Un tempo la zona pullulava di industriosi contadini, ora regna sovrano il deserto e il completo abbandono, da oltre mezzo secolo. Allora il titolo di  possesso era concentrato in mano a qualche centinaio di soggetti ora sono addirittura delle migliaia, dato il trapasso delle proprietà per effetto di successione alla terza  e quarta generazione.  Degli oltre 4 mila ettari, tolto il demanio comunale (Iancuglia, versanti brulli su cui sorge il paese, poco meno di un migliaio di ettari ), il resto è del tutto polverizzato ed attribuito ai suoi 2.100 abitanti. La nuova tassa è avvertita dai proprietari (che sanno) come una vera e propria mannaia, perché da tali fondi non solo non ricavano alcunché, ma addirittura sono irraggiungibili, anche a scopo di solo passeggio, per via della chiusura completa dei tratturi e strade di accesso; di  altri fondi si ignora persino la esistenza, essendo passate diverse generazioni dai primi titolari di essi. L’incertezza sul pagamento regna sovrana, anche perché nel frattempo sono avvenute una serie di modifiche  - dietrofront. L’ultima fa rientrare infatti nella totale esenzione quasi l’intero Gargano, ad eccezione di Rodi, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo , Manfredonia e appunto Rignano. Questo fa capire che non si considera più la sede del municipio come il luogo più alto del paese, ma un qualsiasi luogo presente nel territorio di pertinenza. Come dire, basterebbe il Palazzo Baronale o altro immobile similare di appena  tre piani o l’altura di Centopozzi – Semaforo, per innalzare il paese dai suoi attuali 590 msm ad una altezza superiore ai 600 metri, indispensabile per essere definito montano e quindi escluso da ogni pagamento. Comunque sia, secondo i bene informati,  non è una questione di “furbizia”  ma di rigetto completo di una grave ingiustizia, perché non si può assolutamente tassare qualcosa che non ha alcun valore, né è vendibile per via della completa assenza di compravendita e neppure affittabile o cedibile gratuitamente, perché nessuno la vuole, neppure che vi opera. Molti cittadini sono convinti che nel legiferare i politici di turno non avrebbero tenuto affatto conto dell’effettiva realtà in cui versa il Gargano meridionale, ma avrebbero scambiato il territorio con le amene e redditizie colline della Toscana, della Liguria o di altre realtà similari d’Italia. Quello in questione, oltre ad essere polverizzato, è interamente costituito da terreni brulli, pietrosi, incolti e incoltivabili, utilizzabili a malapena come pascolo allo stato brado di animali di piccola o grossa taglia. Bene hanno fatto le associazioni imprenditoriali a liberare i loro assistiti dall’ingiusto balzello. Ma nessuno si è mosso per i proprietari ( in questo caso per l’intero paese). L’unico soggetto che poteva farlo era, infatti,  il Consorzio di Bonifica Montana che raggruppa e rappresenta, anche se per scopi diversi, l’intera proprietà montana. Ma nulla ha fatto, accontentandosi di continuare ad esigere il suo tributo di bonifica, altrettanto esoso e forse ingiusto. Altro che orti, giardini, vigneti e ville! Qui è tutto deserto, selvaggio ed inaccessibile. Ora la “patata bollente” – a quanto si è appreso- sarà trattata ad horas dal Consiglio Comunale, appositamente convocato, per decidere in merito all’eventuale esenzione o lasciare invariata la situazione in ossequio alla volontà centrale.          

 

 

Letto 1188 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Febbraio 2015 10:05
Vota questo articolo
(0 Voti)
Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.