Antonio Del Vecchio
02/12/14

Si protesta per il minacciato “scippo” di arredi all’ex-Ospedale“Umberto I” di San Marco in Lamis

SAN MARCO IN LAMIS. La “patata bollente” del presunto spostamento della sede del  Distretto Sanitario da San Marco in Lamis ad altri lidi continua a far discutere non solo nella realtà di competenza, ma anche nei paesi vicini, come Rignano Garganico. Stamattina, due dicembre, il trasferimento ha avuto addirittura i primi segnali concreti.

Infatti, alcuni operai, sono piombati improvvisamente al terzo piano dell’ex-Ospedale “Umberto I” (là dove sono attivi gli uffici distrettuali) e si sono messi subito all’opera, per “spogliare” la struttura degli arredi e forse anche dei macchinari, per trasportarli a Foggia. Ma sono stati immediatamente bloccati dalle grida di protesta degli impiegati e del personale del posto, a cui si sono uniti tutti gli altri impegnati negli ambulatori e nel 118. Pochi minuti dopo a dare man forte sono sopraggiunti  il sindaco di San Marco, on. Angelo Cera, e quello di Rignano, Vito Di Carlo. All’inizio gli addetti all’operazione non ne volevano sapere, perché, a dire loro, stavano eseguendo degli ordini superiori ossia impartiti dalla direzione dell’Asl foggiana. Qualcuno ha fatto persino il nome dell’architetto Carbonaro. Comunque sia ad un certo punto, non si sa se per timore o convinzione della bontà dei ragionamenti, sostenuti dai protestatari, hanno abbandonato la presa e sono andati via, come si suol dire, con la coda tra le gambe. Come accennato, l’episodio odierno ha richiamato anche altre antiche e recenti “paure”, insorte qualche tempo fa. Il riferimento è all’ipotetico trasferimento ad altri lidi della sede distrettuale, di cui in realtà non si sa ancora quando e dove andrà. In un primo momento si era parlato di Gargano Nord contro la quale ipotesi ci era stata una vera e propria levata di scudi, a cominciare da Rignano Garganico. Una contrarietà giustificata da una serie di incontrovertibili ragioni, non ultime quelle legate alla tradizione e alla storia. Infatti,  fin dai tempi remoti, l’attività economica, vitale e relazionale del più piccolo Comune del Parco Nazionale del Gargano si è  svolta prevalentemente nella piana sottostante, a stretto contatto con Foggia. Non per niente i Signori del Feudo di Rignano (Baroni e poi Marchesi Corigliano) e successivamente i Signorotti che li sostituirono, avevano quasi tutti un palazzo-sede nel Capoluogo. E questo, come accennato, sia per mantenere i rapporti con il potere costituito sia per esercitare qualche importante incombenza o incarico di rappresentanza pubblica. Si pensi che con questa città, oltre ad essere confinante a Sud, è servito da una ragnatela. Inoltre,  è collegata con il Capoluogo da un efficiente servizio di linea Sita e perfino, fino a Villanova, dalla Circolare Ataf n. 34. Secondo i bene informati, lo spostamento della sede distrettuale  si rivelerebbe una grave sciagura per la comunità del territorio, non solo per ciò che concerne il servizio, ma anche in termini di democrazia. Insomma, è assolutamente impensabile  che una scelta così importante avvenga senza consultare gli Enti locali interessati e sorvolando su un servizio che interessa soprattutto le persone anziane e indifese.

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.