Antonio Del Vecchio
27/10/14

In disaccordo anche Rignano sull’ipotesi dello spostamento del Distretto Asl a Vico del G.

Rignano Garganico. Panorama dall'alto Rignano Garganico. Panorama dall'alto

RIGNANO GARGANICO. Il predicato  spostamento della sede del  Distretto Sanitario da San Marco in Lamis  a Vico del Gargano fa molto discutere. La presunta minaccia si rivela, infatti,  del tutto indigesta per i  Comuni del Gargano Sud, specie per quelli che si affacciano sul Tavoliere, come Rignano Garganico.

Lo è per una serie di ragioni, non ultime quelle legate alla tradizione e alla storia. Infatti,  fin dai tempi remoti, l’attività economica, vitale e relazionale del più piccolo Comune del Parco Nazionale del Gargano si è  svolta prevalentemente nella piana sottostante, a stretto contatto con Foggia. Non per niente i Signori del Feudo di Rignano (Baroni e poi Marchesi Corigliano) e successivamente i Signorotti che li sostituirono, avevano quasi tutti un palazzo-sede nel Capoluogo. E questo, come accennato, sia per mantenere i rapporti con il potere costituito sia per esercitare qualche importante incombenza o incarico di rappresentanza pubblica. Si pensi che con questa città, oltre ad essere confinante a Sud, è servito da una ragnatela di strade, di cui  le più importanti sono:  le SP 23”spreca cenere” che risulta essere la più corta che sfocia al cavalcavia ferroviario di Porta Manfredonia. C’è poi, la SP 22 che si innesta all’altezza di Rignano Scalo con la SS. 16; la “28” che incrocia a Ciccallento la “26” e poi la “25” che da Coppa del Vento incrocia  alcuni chilometri più su la citata 26. Inoltre,  la cittadina in parola è collegata con il Capoluogo da un efficiente servizio di linea Sita e perfino, fino a Villanova, dalla Circolare Ataf n. 34. Ed è per questo che da alcuni giorni spira un diffuso e risentito malumore negli ambienti comunali. Tra la gente un po’ meno in quanto la notizia del ventilato trasferimento in parola  resta ancora riservata a pochi. Il sindaco Vito Di Carlo, interpellato al riguardo ha dichiarato: ”E’ un’assurdità inaudita! Se ciò si verificasse, faremmo  gravare sui cittadini un disagio insopportabile in termini di ore ed ore tra viaggio, cambio di automezzi e soste più o meno prolungate. Per fare le pratiche sanitarie basterebbe delegare i Comuni, visto che oggi tutto si fa online. Lo spostamento, a mio avviso, non serve neppure al Gargano Nord, che sarebbe più interessato, credo, ad avere strutture sanitarie di emergenza specie nel periodo estivo, popolato com’è da migliaia e migliaia di turisti”. In sintonia si è espressa anche Viviana Saponiere, consigliere delegato al ramo che ha rincarato la dose: “Sono esterrefatta, come si può decidere una cosa del genere senza consultare gli Enti locali interessati e sorvolando su un servizio che interessa soprattutto le persone anziane e indifese. Spero che l’ingegnere Manfrini, ci ripensi, o almeno ci convochi per una decisione comune ed equilibrata che contemperi le esigenze di bilancio con quelle della gente  senza fare i soliti e insopportabili taglia taglia lineari. Confrontandoci seriamente – ha concluso- di certo troveremo soluzioni migliori e chissà meno onerose per le nostre casse pubbliche!”.      

Letto 810 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Ottobre 2014 22:09
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.