Antonio Del Vecchio
24/10/14

Rignano G.: ecco la storia della dolina di Centopozzi “…il luogo dove le acque sorgono”

La Dolina di Centopozzi allagata La Dolina di Centopozzi allagata

RIGNANO GARGANICO. Non sempre il male viene per nuocere! Il riferimento è alla recente alluvione che, oltre a devastare l’intero Gargano, ha messo letteralmente in ginocchio l’economia agricola della piana di Rignano. Lo straripamento del torrente Candelaro e il conseguente allagamento di 2000 ettari di terreno ha mandato in fumo, infatti,  migliaia e migliaia di tonnellate di derrate alimentari.

E, in virtù della ritardata semina, ha ipotecato persino la futura produzione. In montagna le cose sono andate diversamente. Anzi, la concomitanza degli eventi ha risvegliato un’antica memoria, riguardante  il “ locus qui dicitur Jova, ubi acquae surgunt…” ossia il luogo chiamato Jova, dove le acque sorgono. Come noto, l’abbondanza delle piogge cadute, oltre a sconvolgere con particolare violenza l’intero Promontorio, ha confermato  una controversa supposizione risalente a 1000 anni fa. Si tratta della dolina “Centopozzi” (per ampiezza, la seconda del Promontorio dopo Pozzatina) a due chilometri circa da Rignano Garganico che a causa dell’abbondanza delle piogge cadute  in poco tempo si è trasformata in un vero e proprio laghetto, come dimostra la foto in visione. Tutto questo sta a significare che il fenomeno carsico che nel tempo aveva scavato e modellato la predetta cavità ad un certo punto si era bloccato ad una certa profondità di fronte ad uno strato di roccia impermeabile, permettendo così il deposito delle acque. Da qui la menzione  nella storia sopra accennata e il nome acquisito in seguito, cioè di cento pozzi ossia di luogo dove vi è acqua sorgiva offerta dalla natura  e non da cisterne di imbrigliamento realizzate dall’uomo , come si pensava sino a qualche tempo fa. Ovviamente il “cento” è una iperbole. Infatti, realmente lo spiazzo contiene appena una decina di cavità di varia grandezza e profondità. Solo tre o quattro sono quelle di tipo medio, custodite da muri  e a cielo aperto. Altre risultano completamente interrate. Le notizie storiche sul predetto luogo sono contenute nei cinque diplomi dei Catapani succedutisi dal 1006 in poi e confermate dal Decreto del Conte Enrico di Monte Sant’Angelo nel 1095. I documenti riguardano  le concessioni e i confini dell’Antica Abbazia benedettina di San Giovanni in Lamis (ora convento ofm di San Matteo). Attualmente Centopozzi, grazie all’intervento del Parco Nazionale del Gargano, con l’avvenuto recupero - ripristino degli anzidetti pozzi e dei relativi muri a secco perimetrali, del verde, e soprattutto con il mascheramento delle improvvide colate di cemento effettuate negli anni’80, da alcuni anni è diventato l’angolo più suggestivo della zona, assiduamente frequentata dai turisti e dagli amanti della natura e lo sarà ancora di più se il “lago” resisterà, come lo era nei tempi antichi.  

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.