Antonio Del Vecchio
03/10/14

La conferenza – alluvione evidenzia cause e rimedi nuovi per l’agricoltura a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Conferenza post-alluvione: evidenziate le emergenze che affliggono il mondo agricolo della piana di Rignano Garganico.

Come noto, la zona che comprende circa 2000 su 4500 ettari di terreno buono, è rimasta completamente  sommersa dalle acque per quasi venti giorni con la perdita totale della produzione (asparagi, cavolfiore, pomodori, bietole, ecc.) e procurato una infinità di ritardi nelle operazioni di risemina, ancora ferme. L’incontro odierno è stato fortemente voluto dall’assessore al ramo Giosuè Del Vecchio e dal resto dell’Amministrazione, sindaco Di Carlo in testa. Lo si è voluto  per far sentire la voce del territorio, “zittito” non si sa perché da alcuni politici nostrani, accecati dal campanilismo e dal personalismo fuori luogo e contrario alla solidarietà, nonostante i roboanti e ipocriti proclami del momento, riportati a torto anche da alcuni giornali e TV regionali. Al dibattito, oltre agli amministratori e ai tecnici locali,  sono intervenuti con risapute analisi e proposte  Giovanni Cera, direttore generale della Cia, il v.presidente provinciale della Coldiretti, Giovanni Gravina, il responsabile sezionale dell’Unione Agricoltori, Giovanni Terrenzio, e dell’associazione bieticoltori, Nicola Saracino del luogo, navigato uomo politico e sindaco della cittadina per due volte, nonché assessore al ramo durante l’alluvione dell’’82. Altresì, ha preso la parola dalla platea l’agronomo Marcello Amoroso che, oltre a portare il saluto e la solidarietà del suo ordine professionale, ha invocato la tenuta di un apposito seminario sui temi idrogeologici del territorio con il coinvolgimento delle Università di Bari e Foggia. In sintonia si è espresso pure l’imprenditore Angelo Gentile che ha proposto, unitamente al veterinario – agricoltore Peppino Gaggiano, al consigliere delegato Viviana Saponiere,  la costituzione di una consulta cittadina di settore. E questo per sostenere ancor più quanto sta facendo l’Ente locale. Comunque sia,  tutti hanno auspicato un movimento corale istituzionale per evitare gli annosi ritardi del passato sia in materia di  benefici agli agricoltori colpiti (contributi a fondo e in conto capitale, proroga pagamenti dei contributi, riduzione di tasse, ecc.) sia nel campo del ripristino delle strutture ed infrastrutture private e pubbliche (immobili, strade e tratturi, ponti,  argini, canali, ecc.). Altri interventi ci hanno tenuto a ribadire, inoltre che quello in menzione non è il solito evento imprevedibile ed eccezionale, ma è ripetitiva di una situazione antica. Il ristagno dell’acqua in zona è dovuto alla posizione orografica della piana, la più bassa dell’intero Tavoliere. Per cui il Candelaro,  a causa della scarsa pendenza, è costretto  ad ogni pie’ sospinto ad ingrossare e ad evadere dalla sua sede naturale, allagando i contigui terreni situati sull‘una e l’altra sponda, per almeno dieci chilometri e passa. Ne consegue a questo punto  di studiare e proporre le soluzioni definitive attraverso la realizzazione di poderose opere di bonifica e di canalizzazione delle acque che va pensata ed attuata al di sopra di ogni interesse campanilistico. Quindi, l’assessore Del Vecchio, oltre a ringraziare le forze dell’ordine per l’impegno profuso (CC, Vigili del Fuoco, Volontari P. C., Forestali, ecc.) ha ribadito la quantificazione dei danni che, escluse le opere sopra accennate, ammonterebbe complessivamente a circa 6 milioni di euro. Da rilevare, infine, l’assenza dei consiglieri dell’opposizione. 

 

Letto 1489 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Ottobre 2014 12:13
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.