Antonio Del Vecchio
22/09/14

Una RSSA a tempo pieno per ammalati e disabili, a Rignano G. ?! - Lettera aperta di Giulio Stilla

 “Caro Direttore,

tu sai bene che il compito precipuo di un giornale, di un qualsiasi giornale divulgativo, è quello di elargire informazioni alla pubblica riflessione. Ritengo, anzi, che questo ufficio debba essere espletato vieppiù da un giornale locale, come il tuo, perché possa sopperire alla mancanza assoluta delle informazioni politico-amministrative veramente importanti, che ineriscono alla cittadinanza di questo paese sempre più sparuta ed avanti negli anni.

Ho motivo di fare questa affermazione , perché non esistono più i partiti politici di una volta, che nel bene e nel male, per questioni importanti o per problemi inesistenti o per pettegolezzi privati ed antagonismi personali, creavano informazioni sulle vicende politico-amministrative del Comune. Mancano, oggi, precisi referenti politici o esponenti di partiti a cui rivolgersi per ascoltare le linee programmatiche della Maggioranza amministrativa, ridotta per declassamento comunale, a un numero esiguo, molto esiguo, di persone che non hanno forse né il tempo né la voglia né  lo spazio fisico  di un circolo o di un sodalizio politico-culturale per dialogare e rendere pubbliche le questioni sociali o i problemi che incombono soprattutto a Rignano in rapido declino demografico e sociale. Forse qualcuno mi obietterà che esistono periodicamente i Consigli Comunali finalizzati ad assolvere a questi impegni che io né vedo né sento, se si fa eccezione per il clamore esagerato che viene sollevato, in prossimità delle festività agostane, per manifestazioni che non servono a nessuno. Lo si fa, lo sappiamo, per fare “ammoina”. Ma passati il Ferragosto e le “ammoine” per i Rignanesi in  vacanza estiva, restano i problemi di sempre: la mancanza di lavoro per i giovani che non ci sono più, la vecchiaia, le badanti, l’assistenza socio-sanitaria, il modesto e povero mercato del lunedì; gli spettri dei defunti che si aggirano nelle contorte stradine del Centro storico; il vociare di pochi ragazzi  che, garruli, direbbe il Pascoli, si sentono giocare, qua o là, nelle piazzette del paese, soprattutto di sabato pomeriggio; gli echi dei latrati dei cani in lontananza, che, a sera e di notte, mettono tristezza e struggente nostalgia per un mondo forse scomparso per sempre; il campanaccio di una mucca isolata, che rompe  il profondo silenzio delle notti insonni, ritornando al grosso della mandria, dove all’alba il mandriano mungerà dalle sue mammelle rese  ubertose di latte dai pascoli notturni. E’ il classico desolato paesaggio delle campagne medievali, rese disabitate dalla povertà delle derrate, dall’assenza di prolificazione, umana ed animale, e dalle epidemie, che, come minacciose ombre all’orizzonte, colpiscono, oggi, l’Africa,  e, domani, potrebbero colpire anche i cosiddetti “ghetti” di Rignano, diventati famigerati per una erronea informazione della radiotelevisione locale. Tornando, però, alla natura della vita amministrativa, debbo altresì rilevare che, se la parte della Maggioranza è latitante o si nasconde dietro l’ordinaria amministrazione, per comparire all’improvviso a ranghi serrati e in modo dovuto e giusto sugli scenari delle terre alluvionate, la parte della Minoranza è purtroppo inesistente, per motivo di una legge elettorale che non permette di esprimere, dicevo poco innanzi, un numero adeguato di consiglieri motivati a confrontarsi e dibattere su argomenti vitali per i cittadini che devono essere informati ed amministrati. Quando manca l’ufficio della Minoranza, si sa, la Democrazia non esiste. Se gli amministratori, quindi, sono ridotti così a semplici comparse, sarebbe preferibile toglierli dalla scena ed augurarsi la urgente attuazione di quella proposta di legge che prevederebbe l’associazione dei piccoli Comuni in una lega territoriale atta a mettere insieme i problemi delle aree urbane e le capacità delle loro risoluzioni. Rignano risparmierebbe molti soldi sia per il proficuo utilizzo dei beni sia per l’efficiente gestione dei servizi. Non sarà forse così! Ma avremmo, almeno, una entità presso cui protestare ed una informazione più rispondente ai dubbi e alle necessità dei cittadini che, come me, aspettano da sempre progetti ed intraprese intesi a modificare e a migliorare la vita sociale e privata della nostra piccola Comunità. Mi si dirà ancora che i nostri Amministratori attuali sono diligenti ed operosi, perché hanno azzerato la TASI, hanno appaltato i lavori per togliere l’amianto dal tetto del piccolo Partenone - che, da oltre quarant’anni, resta il simbolo dello spreco nefasto, esiziale dei soldi dei contribuenti in Italia -  hanno portato a termine altre opere, che io non conosco, ecc, ecc. Bene! Molto bravi, miei Prodi! Nulla, però, di straordinario è stato fatto né dagli attuali Amministratori né da altri. Sono tutti atti dovuti, che anche il più modesto funzionario del Municipio, dotato di buon senso, avrebbe l’urgenza di portare a compimento. Pertanto, nessuna intrapresa creativa. Neppure l’ombra di una qualche iniziativa mirante a innovare o a creare le premesse per modificare o trasformare, passo dopo passo, la nostra grigia e monotona qualità di vita, per farla somigliare non dico a quella di un piccolo Cantone elvetico, ma a una realtà più vivibile e più ricca di speranze per i tempi che verranno e per le generazioni future. Dopo questa lunga premessa, vengo, pertanto, a dirti, carissimo Direttore, il vero motivo per cui mi sono risoluto a scriverti questa Lettera aperta, non certo per provocare la suscettibilità di chicchessia, come per tutta evidenza avverrà, ma per riferirti ciò che mi è stato raccontato una settimana fa, senza avere la sicumera di aver saputo la verità, ma che tu sarai certamente capace di spiegare le cose come realmente sono. “Relata refero”, dicevano i Latini. Riferisco le cose che mi sono state riferite da un medico di medicina sociale  di San Giovanni, secondo il quale, noi, a Rignano, avremmo sùbito la possibilità di creare una struttura socio-sanitaria assistenziale, una RSSA, come si dice con l’acronimo, operativa 24 ore su 24, dotata inizialmente di trenta, quaranta letti, e molto simile alla Residenza Socio-Assistenziale “Madre Teresa di Calcutta”, che è operativa da qualche tempo, nell’area retrostante il Centro commerciale dell’EuroSpin a San Giovanni Rotondo. Tu che sei addentro alle “segrete cose”, direbbe Dante, e conosci gli arcani di 50 anni di Amministrazioni Municipali, saprai certamente essere in grado di strappare una intervista al Signor Sindaco, o a chi per lui, per chiedergli se è vero che, circa un anno fa, il dr. Potito Salatto, noto imprenditore sanitario in provincia di Foggia, gli propose di concedere a lui, medico-chirurgo e specialista nell’ambito dei presidi terapeutici, riabilitativi ed assistenziali, la struttura adiacente al fascistico Edificio scolastico, per creare, appunto, una Residenza Socio-Sanitaria Assistenziale h 24, una RSSA, convenzionata con il SSN e capace di ospitare ammalati e disabili non autosufficienti, provenienti anche da altre realtà urbane. In tutta franchezza, io non ci credo poi tanto. Ma, se fosse vera questa notizia, sarebbe il caso di precipitarsi per recuperare il tempo perduto e creare per Rignano una Residenza adeguata per il conforto morale e fisico di tanti poveri pazienti, in balia spesso di tante badanti distratte e non sanitariamente competenti. I vantaggi sarebbero evidenti e favorevoli per tutti, anche sul piano economico. Per completezza dell’informazione, caro Direttore, mi è stato anche detto che, per realizzare una Residenza siffatta, occorrerebbe, ovviamente, il dismesso Edificio Scolastico Elementare, che il Dr. Salatto dovrebbe trasformare in Presidio di illimitata degenza con un investimento privato dell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Sembra che il Signor Sindaco a questa proposta del medico Salatto avrebbe risposto che non era possibile assecondare il suo progetto, perché bisognava istituire una gara di appalto. Per quello che risulta a me, persona non sufficientemente informata, questa gara di appalto non è stata mai espletata. A mio modesto avviso, quindi, bisognerebbe  subito agitare le acque ed uscire dalla palude prima che sia troppo tardi. Anche perché non si può lasciare non utilizzata la struttura realizzata con i fondi regionali ed abbandonata all’incuria, con il rischio che possano nascere covi di topi, capaci di distruggere la elegante suppellettile e rovinare l’ambiente nuovo di zecca, che, stante a quanto mi stato riferito da chi dentro c’ è stato, somiglia ad un angolo di albergo a cinque stelle. Sono sicuro, caro Direttore, che sarai in grado di rendere edotta  una persona come me, il cui sport preferito non è quello di andare a giocare a pallone, ma quello di sapere in che rapporto si ponga l’attuale Amministrazione Municipale con le disabilità  e, in particolare, con le disabilità delle persone non autosufficienti, le quali, qui, a Rignano,  crescono in misura preoccupante, con difficoltà sempre maggiori da parte dei congiunti e prestatori di opere caritatevoli. Reputo di essermi spiegato in misura sufficientemente chiara. Aspetterò i risultati della tua eventuale intervista al Signor Sindaco. A meno che anche tu non ti sia già adagiato sulla politica opportunistica di “laissez faire, laissez passer”, per addormentare le coscienze critiche ed aspettare che maturino, come al solito, gli egoismi e i  tornaconti individuali. Ti saluto con una marea di cordialità GIULIO STILLA”.

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.