Antonio Del Vecchio
17/06/14

Ecco il destino per l’antico edificio scolastico di Largo Portagrande, a Rignano G.

Rignano, posa prima pietra Edificio Scolastico, 1939 Rignano, posa prima pietra Edificio Scolastico, 1939

 RIGNANO GARGANICO. Presto il complesso della ex-scuola elementare “P.Antonio Fania” avrà una nuova destinazione ed uso a Rignano Garganico. È quanto emerge da una delibera di giunta comunale assunta alcune settimane fa.

Tutto questo, a seguito dell’avvenuto e definitivo trasferimento degli alunni delle Elementari e delle materne al ”San Giovanni Bosco”, edificio sito alla periferia del paese fino allora usato esclusivamente come scuola media. Una decisione, quest’ultima, presa oltre un anno fa e dovuta alla mancata certificazione antisismica del primo edificio, ma  aspramente criticata e mal digerita dalle opposizioni, perché così facendo si veniva a devitalizzare il centro storico. Da qui la necessità per l’Amministrazione in carica, guidata da Vito Di Carlo, di  assegnare da subito  all’Ufficio Tecnico Comunale l’indirizzo e l’ obbiettivo inerenti alla progettazione di interventi di recupero, riconversione e per la successiva gestione” dell’anzidetto immobile. In premessa al documento, dopo aver spiegato che è intendimento  dell’Ente Locale promuovere a tale scopo “iniziative finalizzate alla realizzazione di nuove strutture sociali, sociosanitarie e sanitarie, conformi alle previsioni normative e regolamentari della Regione Puglia, nonché aderenti alla stessa programmazione regionale” , con particolare riferimento al recupero e alla rifunzionalizzazione di beni immobili preesistenti, con la possibilità di utilizzo di fondi comunitari, nazionali e regionali. Ne consegue, pertanto, la manifesta volontà dell’Ente in parola di “di destinare l’immobile “ex scuola elementare” a finalità sociali avvalendosi dello strumento del concorso di idee al fine di favorire la coesione sociale ed al contempo incentivare lo spirito imprenditoriale”. Le possibili proposte dovranno essere necessariamente riferite – a quanto si legge -  all’inclusione sociale e cittadinanza attiva, e  specificamente riguardare gli ambiti di intervento relativi: qualità della vita, disabilità fisica e psichica, antirazzismo, migranti, giovani, anziani, sport pari opportunità, apprendimento, accesso al lavori, impegno civile, legalità, ecc.” Tanto premesso, si delibera pertanto di assegnare al responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, nella persona del geometra Pio d’Atti, quale unico responsabile del provvedimento,  l’obbiettivo di provvedere alla scelta del soggetto sopraccennato e  “all’attivazione dell’iter procedurale relativo a tutti gli atti amministrativi conseguenti e necessari al raggiungimento della volontà Amministrativa”. Ed ora ecco un po’ di storia sull’antico edificio in questione. In passato le aule scolastiche erano disperse in tutto il centro storico. Solo nel 1934 si pensò di raggrupparle in un unico plesso, allorché fu indetto il primo concorso per al costruzione di un edificio con annessa palestra. Su progetto di Fazio e direzione di De Nittis, i lavori furono appaltati nello stesso anno alla ditta Di Iaso di Monte Sant’Angelo. La posa della pietra avvenne in pompa magna a fine dicembre, con la partecipazione delle massime autorità religiose, militari e civili della provincia (vedi foto). Lo stabile, una volta terminato, venne inaugurato con il medesimo clamore mediatico nel 1939. Di seguito il ricordo di Giovanna Vigilante (classe 1932) al momento del trasferimento iscritta alla terza elementare*. “…  I primi due anni, in classe mista, li abbiamo trascorsi, stipati come sardine, nei locali contigui al vecchio Municipio. L’ingresso era, però, a Vico Giano. Dal 1939 in poi siamo al nuovo edificio di Largo Portagrande. Ricordo bene il giorno dell’inaugurazione avvenuta poco prima dell’inizio dell’anno scolastico. Un avvenimento veramente memorabile. C’erano proprio tutti: le autorità civili, militari e religiose; le alte gerarchie fasciste locali e provinciali; le maestranze e l’intero popolo in giubilo, gente di ogni rango e di ogni età. E poi … bandiere e stendardi inalberati dai giovanissimi Balilla in divisa, dalle Giovani Italiane e dagli Avanguardisti. Ragazze e ragazzi si sono poi esibiti in marce, giochi ginnici e altri saggi preparati a puntino dai loro insegnanti ed istruttori. Il tutto veniva sottolineato di tanto in tanto dalla tipica battuta di tacchi seguita dal saluto fascista e dalla tiritera “Evviva il Duce, Evviva il re!”  Tra questi c’eraanche il futuro salesiano, in tenuta da caposquadra Balilla…”

 

       *Stralcio dal libro di Antonio Del Vecchio “Don Leonardo Cella /Dal paese al mondo salesiano” e-book, Roma, Maritato Group, 2012

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.