Antonio Del Vecchio
04/05/17

Attivo il progetto SAC del Parco del Gargano a Jancuglia e nelle altre località tipiche di Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Tornano a campeggiare le ‘tabelle illustrative’ del Parco ,a Rignano Garganico e dintorni. Tanto in conseguenza dell’attivazione del progetto ‘Sac’ (acronimo di Sistemi ambientali e culturali).

Evento che dovrebbe mettere in modo, per modo di dire, decine e decine  di escursionisti in bici o a piedi, desiderosi di conoscere ed assaporare le bellezze naturalistiche e culturali dei vari territori di competenza.  E’ quanto recita un duplice manifesto (descrizione e mappa) affisso alle porte del paese ossia nei pressi del distributore carburanti Api (chiuso). In anteprima si precisa nel documento che ci si’immette in zona attraverso la strada comunale ‘asfaltata’ lunga circa 5 chilometri. Va precisato che l’anzidetta arteria fu realizzata nel 1983, grazie ai fondi intercomunali messi in bilancio dalla Comunità Montana del Gargano (Giunta Santoro) e spesi per sopperire ai danni conseguenti all’alluvione del settembre 1980 che colpì  non solo a Rignano ma anche la vicina San Marco. Nel primo centro si operò a mettere a posto alcune arterie rurali, cancellate completamente dal diluvio (oltre a Jancuglia, Centopozzi, Madonna di Cristo, Grotte e Palombara) per una spesa complessiva di 1 miliardo e mezzo di vecchie lire, nell’altro s’intervenne esclusivamente sul cosiddetto ‘canalone’ (ex-torrente Jana), facendolo diventare una grande galleria ed eliminando così definitivamente il pericolo  dell’alluvione che puntualmente allagava le zone basse del paese. Qui la spesa fu di tre miliardi di lire. Nell’uno e nell’altro caso i lavori furono realizzati a regola d’arte, grazie ad ingegneri coscienziosi come Matteo Gianfelice, Salvatore Di Felice e Mario Rinaldi (i primi due non ci sono più) sul richiamato centro più piccolo e nell’altro caso da Antonio Urbano, direttore per conto della ditta Florio Floriano. Il tutto guidato da un assessore al ramo lungimirante ed altruista, coadiuvato dall’intero staff della rappresentanza rignanese in tale Ente. Le opere in parola, dopo quarant’anni circa, sono ancora ben solide. Si tratta dunque di un buono e raro esempio da seguire in materia di opere pubbliche.  Riprendendo il discorso di cronaca, va detto che gli escursionisti sia a piedi che in bici attraverseranno una delle zone boscose più belle ed incontaminate del Promontorio. Ecco la descrizione che se ne fa nel volume-guida”Rignano Garganico /Viaggio segreto nel più piccolo comune del Gargano, Araiani Edizioni, 2007, pp.115: <<La zona boscosa, prevalentemente a basso fusto, un tempo molto estesa anche sulle pendici…attualmente occupa solo alcune aree della parte montana più alta. Comprende quasi tutte le specie della macchia mediterranea e il relativo sottobosco, come leccio, quercia, lentisco, olivastro, felce, pungitopo ed altro. Si tratta poco più di un migliaio di ettari, concentrato in massima parte a Nord – Ovest. Precisamente nelle contigue contrade di Lucito e Jancuglia, dove sorgono i sentieri del Parco (nrd. ben descritte nel citato manifesto del Parco). Consistente e vario il patrimonio erbaceo spontaneo che cresce nel territorio montano e pedemontano di Rignano. Talune specie, dato la diversità del microclima da luogo a luogo, rinnovano il loro ciclo vitale più volte all’anno. E’ il caso dei cosiddetti ‘carducci’, verdura lessa che accompagna l’agnello pasquale…Parimenti alcune qualità di funghi lamellari, come il galletto o gallinaccio, il cardarello, il prataiolo e molte altra specie…Gli asparagi sui declivi e le pendici della montagna si trovano dall’inizio della primavera…fino ai primi giorni di maggio. Così dicasi per tante altre specie di erbe e verdure commestibili da prato, come il caccialepri, i cacigni, le bietole, il finochietto, le cicorie, i cicorioni,  le ‘regine’ (cicorie grasse). Tra le erbe aromatiche…, seme di finocchio, menta, origano, salvia, timo, rosmarino, alloro, ecc. Tra le erbe officinali…sono da evidenziare…malva, camomilla, foglie di more…Poco conosciute e studiate le orchidee di Rignano, tipiche della Montagna del sole (Il 70% della popolazione spontanea europea)… Negli ultimi decenni sembrava essersi ridotta la fauna selvatica, specie quella ornitologica…Un tempo gli uccelli rapaci, in prevalenza falchi e nibbi, avevano il loro regno incontrastato sugli affioramenti rocciosi sotto il paese (Murge’Primaiula’, ‘Centopilèdde’ e Cicinto)…Il vero re del bosco era il lupo. Feroci branchi infestavano l’intera collina, minacciando l’incolumità dei contadini e degli stessi cittadini…In un documento di fine Ottocento si legge, infatti, che il Comune …teneva a paga addirittura un cacciatore di lupi…le lepri fino agli anni ’60 si aggiravano ovunque…Ora se ne vedono pochissime…Comunque di sera si scorgono volpi in ogni dove…Si vedono ancora tante faine. Abbondano i rettili: cervoni, più rare le vipere, lucertole, ramarri. Rarissimi i pesci e le rane nell’area del fiume Candelaro…Tanti gli animali da pascolo, come le mucche podoliche, le capre, le pecore e persino i cavalli…Da visitare anche il sentiero di Lamasecca a Sud –Est di Rignano…Un’altra caratteristica del paesaggio montano di Rignano  è costituita dalle doline …se ne contano a centinaia…La dolina più grande  (seconda solo a quella di Pozzatina…si chiama Centopozzi. Un denominazione quest’ultima non casuale ma che si riferisce agli innumerevoli pozzi esistenti, oggi in parte interrati , riempiti di acque e forse, ieri, anche di acqua sorgiva, come testimonia un antico documento…Attualmente…grazie all’intervento del Parco Nazionale del Gargano…è diventato l’angolo più suggestivo della zona…Infine, l’altra caratteristica che segna e contraddistinque la zona in parola è l’opera dell’uomo, costituita dall’architettura rurale dei ‘pagghiare’ e delle macére…>>. Altre tracce della presenza antropica in zona è costituita dalle “calecàre”, cioè aree per la cottura della pietra da calce, poche e sospetta, invece, la presenza delle carbonaie, diffuse, invece, negli altri territori garganici con boschi ad alto fusto. Da evidenziare che la strada che porta ad Jancuglia avrebbe dovuto per altri sei chilometri ancora proseguire fino alla SS: 272 nei pressi di Stignano. Ma nulla si è fatto, in quanto nei tempi successivi uomini ed idee cambiarono.  Buona escursione!

 

N.B. Mappa a cura degli organizzatori

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.