Antonio Del Vecchio
18/12/15

“Striscia la notizia”: da ora in poi il Ghetto dei neri non sarà più chiamato di “Rignano”, ma di “Torretta Antonacci”.

RIGNANO GARGANICO. Finalmente si è fatta chiarezza sull’ormai arcinoto “Ghetto di Rignano”. E questo, grazie al servizio svolto, ieri sera, 17 dicembre, da “Striscia la notizia” di canale 5. Nel mirino della famosa trasmissione sono entrati il sindaco di Rignano Garganico, Vito Di Carlo e il suo collega Francesco Miglio, sindaco di San Severo e Presidente della sopprimenda Provincia.

Il servizio ha confermato che il su accennato agglomerato si trova in territorio di San Severo. Precisamente in località “Torretta Antonacci”, che dovrebbe essere da ora in poi la denominazione corretta e certificata. A scoprire l’inghippo della denominazione impropria data al ghetto erano stati , qualche tempo fa, alcuni tecnici rignanesi, che si sono presi la briga di fare dei precisi rilievi cartografici e mappali al computer. Dal lavoro  è emerso  che la anzidetta “terra di nessuno” (Torretta Antonacci) si troverebbe su un fascia stretta di terreno comunale sanseverese che, a mo’ d’incuneo, s’addentra  nei confini del territorio foggiano. Precisamente si trova a 150 metri, al foglio catastale 144, particella 154. Ecco spiegate le ragioni del frainteso. Dopo di che gli stessi tecnici hanno perfezionato l’accertamento, stabilendo le esatte distanze dagli altri  principali confini e luoghi abitati. Cosicché si apprende che  il ghetto dista in linea d’aria dal territorio giurisdizionale di Rignano due chilometri abbondanti, mentre dal centro abitato di  Villanova, nove chilometri e dal paese 20 chilometri. Per raggiungere il posto ci si impiegherebbe da e per Rignano circa mezz’ora, da San Severo poco più di cinque minuti.  Chiarita la questione ubicazione, vediamo ora la vita del villaggio e le sue effettive esigenze in termini di sussistenza e convivenza. A fornirci le notizie è lo stesso sindaco Vito Di Carlo, che tempo fa, tornando da Bari,  si sarebbe intrattenuto  per alcuni minuti al ghetto,  per rendersi direttamente conto della situazione. E’ stato accolto con molto garbo  da uno dei capi. Questi  avrebbe assicurato che  lì si vive bene e che il ghetto sin dall’inizio avrebbe ricevuto tanta solidarietà, a cominciare dal terreno messo a disposizione gratuitamente dal proprietario. Qui, a suo dire, i suoi conterranei per la prima volta avrebbero riacquistato la loro identità  ed avvertito l’ orgoglio di esseri africani. A suo dire, prima si sentivano  dei dispersi ed erranti senza meta, oggi avvertono sicurezza e soddisfazione, perché hanno finalmente  un tetto, un culto e delle tradizioni da coltivare.  Il rapporto con il territorio e la gente indigena? Al momento non lo considerano un’urgenza, se non per motivi di lavoro, forse perché molti di loro  non hanno ancora deciso di stabilirsi definitivamente in questo posto. Quindi, l’uomo  lascia al primo cittadino  il suo recapito di cellulare. A sua volta l’autorevole ospite lo saluta calorosamente e si allontana, raccomandando: “Se avete bisogno, telefonate al Comune! “. Al di là di due innocenti “gaffe” o fraintesi che dir si voglia, immediatamente compresi e rettificati (Renzi Presidente della Repubblica e “guanti gialli” al posto di “bianchi”), le risposte date da Di Carlo, fortemente emozionato,  a “striscia la notizia”sulle “responsabilità” sono state   piuttosto chiare  ossia che da tempi immemorabili la comunità locale è stata sempre ospitale ed antirazzista, tirando fuori l’esempio degli albanesi. Miglio dal canto suo ha cercato di “minimizzare”, adducendo a pretesto l’irrisoria distanza  dai confini (500 m. al posto di km 2) e la presunta ed eccessiva lontananza dal posto “incriminato”di S.Severo.

 

Letto 1494 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Dicembre 2015 13:39
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.