Antonio Del Vecchio
08/10/15

Margherita di Savoia: l’andamento delle Terme concilia il sonno degli economisti locali

Margherita di S. Le Terme Margherita di S. Le Terme

MARGHERITA DI SAVOIA. Sta per concludersi la stagione di  cure alle Terme di Margherita di Savoia, luogo baciato dal Dio Nettuno e dalla candida Venere. Il primo perché ci dà il sapido sale, l’altra perché ci ridona la bellezza del corpo attraverso le sue benefiche ed originali acque e i fanghi purificatrici e terapeutici.

Il riferimento è:  ai  bagni salsobromoiodici con e senza fango; con idromassaggio; alle irrigazioni vaginali con o senza bagno; alle cure inalatorie; al ciclo per la sordità rinogena; all’altro per la ventilazione polmonare controllata; infine, al moderno ed attrezzato centro benessere per la conservazione e rigenerazione della bellezza femminile. Secondo il dinamico dirigente, Mauro Galantino, le Terme in parola sarebbero tra le più qualificate e frequentate del centro Sud. Non solo, ma le stesse, negli ultimi decenni, senza mai alterare le intrinseche qualità delle acque, avrebbero migliorato le tecniche e l’offerta terapeutica, confermando  e superando senza colpo ferire  l’obiettivo delle trentamila presenze, nonostante la crisi non sia ancora del tutto rientrata.  E questo sarebbe, secondo il suo dire, già tanto, perché  permetterebbe all’azienda di mantenere in servizio le usuali centro unità, tra medici,  infermieri, tecnici e servizi vari di staff, contribuendo nel contempo a  frenare la crisi degli altri settori, come il turismo, il commercio e l’agricoltura.  Attualmente l’utenza è esclusivamente composta da persone anziane sia con fissa dimora presso il contiguo ed omonimo Grand Hotel a quattro stelle, sia pendolari, provenienti da ogni parte della Puglia con i pullman di linea, altri ancora con auto da noleggio o in proprio. Quindi, sin dalle ore 7.00 del mattino e fino al tardo pomeriggio c’è nell’apposita ed ampia stazione e dintorni  un viavai di automezzi e di gente, pronta ad abbordare il loro luogo di cura. Ci si viene dapprima impacciati e in qualche caso claudicanti, ma dopo un solo giorno di esperienza vi si ritorna con passo agile e spedito, con in corpo una visibile carica e voglia di vivere. In dettaglio, lo status di grazia , lo si legge negli occhi che da appassiti diventano curiosi e pungenti.  Lo si avverte, altresì: nella loquacità che diventa spigliata e  penetrante; nel rapporto con gli altri, che si fa sempre espansivo ed armonioso; nei rinsaldati rapporti di coppia;  nelle riconfermate antiche amicizie e nell’acquisizione  delle nuove; ein qualche casofa capolino persino l’Amore. Insomma, è  la vita, che torna di nuovo a pulsare. Chi scrive ha avuto modo di raccogliere i pareri in merito di alcuni compagni di viaggio del Gargano. Michele, 80 anni di San Marco in Lamis, ex-bidello, ci dice: “Ci vengo da otto anni e sono contento dei risultati ottenuti: la gola non mi fa più male e respiro bene!”; dopo aver fatto le prime prove inalatorie in gioventù, in compagnia della nonna- aggiunge Lucia, ex-dirigente scolastica amministrativa della medesima città-  vi sono ritornata da quattro anni  e trovo il servizio di accoglienza ottimale. Forse ci vorrebbe qualche personale in più nel settore dei bagni - fanghi ed idromassaggi!”. Michele, 71 anni, ex-insegnante di San Giovanni Rotondo, dal canto suo, ci confida: “Sono pienamente contento e soddisfatto sia sul piano dell’accoglienza sia su quello salutifero. Ci vengo da cinque anni assieme a mia moglie e non ho riscontrato mai qualche intoppo”.  Altrettanto, conferma Giuseppe, un suo collega e coetaneo, vissuto nel Lazio, che ci fa sapere che viene qui da un anno ed è soddisfatto delle cure ricevute.  Infine, Costantino, grosso agricoltore di Rignano, 81 anni, dichiara: “ A Margherita ci vengo da dieci anni e vi ci tornerò ancora. Faccio inalazioni, aerosol e polverizzazioni: mi sembra di aver dimezzato l’età e mi sento arzillo!”. Ed è finita così la nostra  chiacchierata  sulle Terme con le succitate autorità di gestione e i gli utenti. Il complesso stabilimento chiuderà definitivamente il settore “bagni - fanghi” a fine mese, mentre le pratiche inalatorie perdureranno sino al 30 novembre. Ed è tutto.

 

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.