Antonio Del Vecchio
30/09/15

Mattanza dei cani, a San Marco in Lamis? L’ on. Giuseppe D’Ambrosio scrive al sindaco Cera

Il Deputato Giuseppe D'Ambrosio di Andria Il Deputato Giuseppe D'Ambrosio di Andria

SAN MARCO IN LAMIS. Sta suscitando sempre più clamore ed interesse la notizia della mattanza dei cani, a San Marco in Lamis. E questo soprattutto, dopo la pubblicazione della storia di “Sophie”, la cagnetta uccisa con la polpetta avvelenata nei pressi di Stignano.

Storia, quest’ultima, che  ha commosso sino alle lacrime il pubblico femminile ( e non solo) di mezza Italia, a cominciare dalla sua padroncina.  Ad interessarsi della grave questione questa volta ci pensa un attivo deputato pugliese. Si tratta di Giuseppe D’Ambrosio, originario di Andria, membro del partito pentastellato e presidente della Giunta per e Elezioni, alla Camera dei Deputati. Quest’ultimo, lo fa con una lettera – interrogazione, indirizzata al suo collega  e sindaco di San Marco in Lamis, on. Angelo Cera. Documento che riportiamo volentieri di seguito per ragioni di obiettività e di completezza, assicurando che faremo altrettanto nel caso di eventuale risposta o di proposta risolutiva della questione. “Ho appreso da fonti di stampa locale della mattanza di cani  randagi avvenuta nei giorni scorso a San Marco in Lamis. Tale violenza è avvenuta mediante l’abbandono di sacchetti contenenti veleno (metaldeide). Pochi giorni fa ho anche ricevuto dettagliata segnalazione di episodi di avvelenamento di cani randagi che perdurano e si ripetono da diversi anni. Rammento che nel nostro Paese la tutela degli animali è tra i principi fondamentali sanciti dal punto di vista normativo sin dal 1991, anno in cui è stata emanata la legge quadro n. 281 e che il nostro ordinamento condanna gli atti di crudeltà contro gli animali di affezione, i maltrattamenti e il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutela della salute pubblica e l’ambiente. Stante la situazione evidenziata e posto che l’utilizzo, l’abbandono e la detenzione di esche o bocconi avvelenati, oltre che essere vietato, mette a rischio anche la sicurennza pubblica, chiedo quali sono le azioni che ha intrapreso o intende intraprendere per quanto di Sua competenza per scongiurare il perpetrarsi di tale incresciosa vicenda. Resto in attesa di cortese riscontro. Distinti saluti. 29/09/2015. On. Giuseppe D’Ambrosio, presidente giunta per le elezioni”. Ora staremo a vedere che ne pensa al riguardo il sindaco della città.

Letto 476 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Settembre 2015 16:36
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.